TekFestival - Ai confini del mondo dentro l'occidente

Roma Frascati Genzano - 6-13 Maggio 2010

 
Pericolosamente ad Est PDF Stampa E-mail
PERICOLOSAMENTE AD EST

L'Est di cui ci occupiamo non è uno spazio geopolitico omogeneo. Sono i paesi che componevano l'Urss o raccolti nel Patto di Varsavia, ma sono anche i paesi dei Balcani. Un coacervo di culture, tradizioni, lingue, storie nazionali e patrimoni artistici e letterari differenti.
È prima di tutto, quindi, uno spazio immaginario, che abita le fantasie dei cittadini della Fortezza Europa e che si sviluppa «laddove l'Europa finisce senza essere mai iniziata». L'Est è il luogo indistinto da cui provengono i migranti e le migranti che approdano sulle nostre coste, che valicano illegalmente i nostri confini, il popolo di badanti, lavavetri, operai, prostitute che riempiono le nostre città.
Un mondo sulle cui soglie si arresta l'Occidente e dal quale il punto di accesso alle terre del presunto benessere capitalistico, pure così vicine, appare sempre più lontano.
I tre lavori che presentiamo in questa sezione, seppure rappresentino un campione esiguo della fiorente cinematografia est europea, propongono una riflessione che si spinge brillantemente oltre questa facile dicotomia tra Est e Ovest. I tre titoli giocano in modo vivace e spesso ironico con le strane e bizzarre alchimie tra identità e culture diverse e gli esiti, talvolta imprevedibili, a cui può dare luogo la contaminazione tra sistemi di valori e patrimoni culturali distanti tra loro.
Che cosa succede se un incallito gitano si scopre ad un certo punto un fervente comunista nell'Albania degli anni settanta? E se uno dei cardini dell' identità nera americana e non solo, dopo Eminem, l'hip hop, derivasse in realtà da una danza tradizionale ungherese? Può un viaggio in bicicletta attraverso mezza Europa e fino alla Bulgaria, restituire alla memoria le storie dei tanti uomini e donne che hanno scelto di attraversare nella seconda metà del Novecento il confine tra Est ed Ovest?