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Mostra di Teresa Sdralevich

WALL ACTION- AGIRE DAL MURO
Mostra di Teresa Sdralevich
7- 11 maggio dalle h. 18.00 alle 20.30. Spazio Ex Serono, via del Pigneto 22, ingresso libero

Mettere a fuoco, in un lampo, il grado di inquinamento del sistema essendo catapultati fuori del sistema stesso, passare da una stanza oscura e ingombra di immondizia – oro e cenere, vero e falso in un tutt’uno indistinguibile – a un ordine spaziale luminoso e significante, dall’apnea al nitore dell’aria di montagna, dall’anestesia al risveglio dei sensi ostruiti…

Imbattersi nei manifesti di Teresa Sdralevich può essere decisamente rigenerante. Come forare il caos percettivo che ci ottunde… attraversare ragnatele di inerzia, e accedere al senso più vivo e radiante dell’affichisme, antica arte da noi dimenticata: un manifesto per strada come semplice, quanto impensabile, esercizio di democrazia diretta, sacrosanto soggettivo riappropriarsi dello spazio urbano da parte del cittadino, difesa di quel terreno simbolico che è l’azione critica e comune, ciò che rischia costantemente d’esserci sottratto.

Sdralevich lavora in sinergia con svariate committenze (associazioni politiche e no profit, ong, enti pubblici e privati), ma talvolta anche da sola, autoproducendosi («continuo a riservarmi uno spazio tutto mio, associato al puro piacere di avere una idea e di realizzare subito il manifesto, fino a stamparlo io stessa in serigrafia, a incollarlo per strada, a distribuirlo in una manifestazione»). Punta il suo arco verso i grumi irrisolti della contemporaneità, a sceverare i diritti dei bambini e delle donne, dei lavoratori e dei migranti, le menzogne della politica internazionale, le trappole sempre latenti nelle società ufficialmente democratiche, controllo e assuefazione, come soglie invisibili che continuamente oltrepassiamo. Il suo tocco è preciso, limpido («mi piace lavorare su un’unica idea essenziale»). Anomala sintesi comunicativa che è tutt’altro che pensiero impoverito, sua radicale concentrazione e distillazione, arguta compenetrazione di immagine e testo, grafica e disegno, nonché scintilla ironica e graffiante, capace di squadernare anche gli assetti percettivi più coriacei.

Occorre però essere pronti a mettere in gioco una dose non irrisoria di coraggio, perché “esporci” alla visione di questi lavori è come misurare, per contrasto, sulla base della libertà che li pervade, l’abisso della costrizione espressiva che ci imbavaglia, la consistenza dello stato di cattività che affligge questo paese. Questo perché lo sguardo di Sdralevich sa essere contemporaneamente altrove e dentro. Se, infatti, parliamo di origini, she is from Italy, ma quattordici anni or sono, al tempo del suo ingresso alla scuola d’arti grafiche della capitale belga, ha scelto Bruxelles - no man’s land di lingue come spazio delle possibilità infinite - quale luogo di vita e d’azione professionale. Con l’Italia, però, non ha mai smesso di tessere una rete fitta di legami, fino a immaginare e realizzare Posterama 2003, geniale contaminazione e atto d’amore verso i due paesi cruciali della sua vita. In quella occasione, Sdralevich seleziona e raccoglie, in giro per l’Italia, manifesti che segnalano eventi culturali nel nostro paese, e li affigge, talvolta lei stessa, a Bruxelles, a generare uno straniante route di crisi delle percezioni consolidate, onirico esaltante ponte tra Belgio e Italia.
Certo, non si può dire che la sua sagace e instancabile attitudine alla libertà sia una dote ricercata qui da noi: «Finché non si ha esperienza che profondi e sostanziali cambiamenti sono possibili, […], è molto difficile che l’uomo si impegni per crear[li]», scriveva Danilo Dolci, ardito poeta della realtà e delle rivoluzioni concrete. E forse è proprio questa sana capacità partecipativa di Sdralevich, acuminata consapevolezza del proprio potere di incisione sulle cose, a essere temuta. Perché potrebbe essere contagiosa. Dentro e fuori i confini dei manifesti. In e Out of paper.



 
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