TekFestival - Ai confini del mondo dentro l'occidente

Roma Frascati Genzano - 6-13 Maggio 2010

 
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Quest’anno abbiamo deciso di dedicare l’avvio del festival ad una riflessione sul mondo del lavoro.

Durante la realizzazione di Sciopero (1924), Ejzenštejn sperimenta alcuni meccanismi narrativi di avanguardia come il "montaggio delle attrazioni", basato sull’accostamento per analogia del fatto narrato (gli operai falcidiati dalla Polizia) ad un fatto diverso (un bue squartato al mattatoio). Si tratta di qualcosa simile a quello che accade nella realtà contemporanea, anche se questa è segnata non più dalla radicalità dello scontro bensì dal sacrificio umano sull'altare di sviluppo e profitto, che si avvitano all'esistenza di migliaia di persone come un'edera nel periodo della sua massima fioritura.
Ci siamo chiesti cosa poteva fare un Festival di Cinema di fronte a tutto questo. Poco o nulla, forse, se non offrire, al pari di tanti altri Festival nazionali e internazionali, i propri “spazi di visione” a film, documentari, cortometraggi che sempre più numerosi individuano nella precarietà e nel lavoro il soggetto della propria narrazione.

 

 

Così la sonorizzazione dal vivo di Sciopero da parte dello storico gruppo di Aqui Terme, gli Yo Yo mundi, aprirà la strada a una serie di brevi contributi filmici tra cui le immagini d'archivio dell’AAMOD, le anticipazioni del nuovo film di Mimmo Calopresti sulla ThyssenKrupp e una selezione di cortometraggi di giovani autori e autrici a cura dell'Ucca (circoli cinematografici dell'Arci) sulla precarietà. L'evento è in collaborazione con la Film Commission Torino Piemonte.
Dal mondo del lavoro – potremmo usare come immaginario trait d'union il documentario Workers leaving the factory – passeremo alle riflessioni su media e memoria del regista, nonché scrittore e teorico ceco, Harun Farocki al quale dedichiamo un Focus in collaborazione con il Goethe Institut e la residenza per artisti Qwatz.

Saranno poi gli Eventi Speciali a traghettarci tra i Panorami. Una ricerca di sguardi e personaggi per la maggior parte femminili, molto diversi tra loro sia nella forma cinematografica che nella storia, che sapranno lasciare un segno nel pubblico: Phantom Love della regista Nina Menkes, definita dal «Los Angeles Times» una delle più brillanti e provocanti artiste dei nostri tempi, Silvia: The documentary di Margo Pelletier e Lisa Thomas (Usa, 2008, 90’) su Silvia Baraldini e Vivere (Germania, 2007), della regista tedesca Angelina Maccarone, già apprezzata ospite del Tekfestival 2007. Con Joy Division di Grant Gee (2007) e Celluloid # 1 di Steve Staso (Usa, 2007) ci spostiamo, per un viaggio indimenticabile, nell’underground musicale e artistico.



 
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