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Terre di ghiaccio, di fuoco e di confine PDF  | Stampa |  E-mail
Terre di ghiaccio, di fuoco e di confine
panoramica sul corto e sul documentario nord europeo


Il documentario ed il cortometraggio nei paesi nord europei dell’area scandinava ed islandese rappresentano una parte fondamentale della loro produzione cinematografica. Il grado di sviluppo tecnico, l’affinata e specifica organizzazione scolastica nelle arti visive, sperimentali e documentaristiche tipica delle università o dei centri di cultura ed il particolare sostegno economico governativo (oggi in via di ridefinizione) ha permesso negli ultimi anni di affinare e raggiungere ottimi livelli organizzativi sia nella produzione che nella distribuzione.
Sebbene il documentario sia diventato materiale sempre più richiesto dalle grandi compagnie televisive satellitari e dai festival cinematografici di settore continua a  scontare, nel nostro paese, la difficoltà ad essere inserito nei normali palinsesti di programmazione delle sale cinematografiche. 
In Italia il documentario non è materiale da “cinema” ed è quanto mai raro poterlo vedere proiettato nel luogo naturale per il quale viene prodotto in modo da poter essere meglio visionato ed apprezzato.

Il cortometraggio è invece un grande banco di prova nel quale autori ormai affermati o registi di prima esperienza si cimentano nelle forme più svariate. In questa era tecnologica dove YouTube e digitale hanno enormemente aumentato la quantità/possibilità di produzioni e distribuzione/diffusione di filmati di breve durata (ma che spesso sono difficilmente riconducibili ad una reale conoscenza dell’arte del girare e della qualità) nel cortometraggio sono andate sempre più affinandosi e diversificandosi le caratteristiche peculiari di questa particolare arte cinematografica; l’animazione, la sperimentazione e la fiction.

Mentre per le prime è indubbio l’alto grado di tecniche raggiunte e l’avanguardia in termini di produzione e contenuti per le fiction di breve durata spiccano la capacità di sintesi e di rappresentazione.

E’ questo il quadro all’interno del quale viaggia la finestra di Terre di ghiaccio, di fuoco e di confine che porterà sul grande schermo una parte fondamentale della produzione cinematografica nord europea nelle sue più recenti produzioni. Da quelle dai contenuti  più impegnativi e di denuncia della contemporaneità a quelle sperimentali e di animazione.

Per i documentari avremo USA vs Al-Arian di Line Halvorsen, produzione norvegese, un viaggio attraverso l’evidente clima di diffidenza creatosi negli Stati Uniti nei confronti dei cittadini mussulmani raccontato attraverso la storia emblematica di una famiglia di nazionalità palestinese e residente negli USA o il più leggero e tagliente Milk Bar di Terese Mörnvik e Ewa Einhorn, produzione svedese, sui vecchi punti di ristoro polacchi, nati in origine sotto il controllo e come pianificazione di regime ed impegnati, oggi, a confrontarsi con la nuova realtà economico/capitalista e di mercato. My Daughter The Terrorist di Beate Arnestad è invece un documento forte sulla realtà di Sri Lanka e delle “Tigri Tamil”; un agghiacciante documento di come l’ideologia possa condurre all’annullamento della persona, l’aberrante giustificazione religiosa e l’utilizzo di pratiche estreme di lotta per la sopravvivenza. Ultima presenza è quella di Taboo di Aurora Reinhard, affermata videoartista finlandese con il suo corto/documentario sulla realtà omosessuale/musicale di Vilnius.

Non mancano i cortometraggi nati dalle produzioni e dai registi più significativi; alcune vere e proprie chicche di animazione, musica e fiction provenienti dall’Islanda come Anna and the Moods di Gunnar Karlsson (animazione al cui lavoro hanno partecipato alla produzione nomi di spicco della cultura artistica contemporanea del paese islandese come Bjork che da la voce alla protagonista e di Sjon quale sceneggiatore ed autore) e Wrestling  di Grimur Hákonarson, giovane autore internazionalmente riconosciuto ed apprezzato i cui lavori sono proiettati nei maggiori festival internazionali di cortometraggio. Ultima nota va a Gift di Helena Stefansdottir, un brevissimo cortometraggio dal forte significato “naturalistico  e di preservazione dell’ambiente”, e a Idyll,  produzione firmata da Therese Jacobsen – Apecosmonautene, una delle maggiori produzioni indipendenti norvegesi di cortometraggi di sperimentazione.
In somma 275 minuti di visioni in tre cicli di proiezioni che rappresentano la migliore produzione di questi due ultimi anni provenienti dai paesi Scandinavi e dall’Islanda.



 
Terre di ghiaccio, di fuoco e di confine 2008
 
ANNA AND THE MOODS
ANNA OG SKAPSVEIFLURNAR
Gunnar Karlsson, 2008, Islanda, 27, Beta SP

GIFT
GJÖF
Helena Stefansdottir, 2006, Islanda/Iceland, 1, Beta SP

IDYLL

Therese Jacobsen, 2005, Norvegia/Norway, 13, Beta SP

MILKBAR
MILKBAR
Terese Mörnvik, Ewa Einhorn, 2007, Svezia/Sweden, 52, Beta SP

MY DAUGHTER THE TERRORIST
MIN DATTER TERRORISTEN
Beate Arnestad, 2008, Norvegia/Norway, 60, 35 mm

TABOO - ENCOUNTERS, ONGOING VIDEO PROJECT
Aurora Reinhard, 2007, Finlandia/Finland, 4, Beta SP

USA VS AL-ARIAN
USA MOT AL-ARIAN
Line Halvorsen, 2007, Norvegia/Norway, 98, 35 mm

WRESTLING
BRÆ ÐRABYLTA
Grimur Hákonarson, 2007, Islanda, 20, 35 mm
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