BARATINADOS DOIS
OMAGGIO A ROGERIO SGANZERLA
Non è solo la numerosa partecipazione di pubblico alla retrospettiva
dello scorso anno su Rogerio Sganzerla ad averci convinto a proporre anche
all’interno dell’edizione 2006 del Tekfestival quattro
film del regista brasiliano, ma soprattutto l’esigenza
di terminare il viaggio iniziato un anno fa e proporre così, se
non la retrospettiva completa, perlomeno una porzione importante del “corpo”
totale della cinematografia di Rogerio.
Va sottolineato che ci sentiamo parte integrante del
tentativo di far emergere in Italia questo autore scarsamente valorizzato
in Brasile e praticamente sconosciuto in Europa. Cosi come ci ha fatto
piacere verificare che dopo il lavoro iniziale svolto dal Torino Filmfestival
e da noi ripreso in questi due anni, i suoi film inizino ad essere richiesti
e proiettati in diversi Festival internazionali (tra cui a marzo il FIFF
Fribourg International Film Festival che, nel rendere omaggio ad Helena
Ignez con la retrospettiva a lei dedicata e dal titolo “La Femme
du Bandit” ha proposto circa 20 film di Sganzerla ed Helena Ignez
stessa).
Dunque i film proposti in questa edizione tracciano e completano un percorso
iniziato nella passata edizione con la proiezione di O Signo do caos,
ultimo film realizzato da Sganzerla. Nem Tudo è Verdade,
insieme a Tudo è Brasil esauriscono la trilogia che il
regista brasiliano dedica al passaggio di Orson Welles
in Brasile. Il primo, contaminazione tra documentario e fiction e musicalmente
accompagnato dal più grande ritmo del mondo, la samba, svela la
disavventura brasiliana finora oscura e inesplorata di uno dei mostri
sacri del nostro tempo nel realizzare It's all true; il secondo descrive
il quotidiano dei neri, le periferie di Rio, i jangadeiros di Fortaleze.
Proporre invece Sem Essa, Aranha, dove Jorge Loredo interpreta
il ruolo del fantastico Aranha, l'ultimo capitalista del paese che riflette
sul Brasile, ci consente di approfondire lo sguardo sull’anima tropicalista
di Sganzerla e di proporre anche quest'anno un film della BelAir (la produzione
indipendente creata da Rogerio Sganzerla, Helena Ignez e Julio Bressane
all’inizio degli anni ‘70).
Infine il nostro viaggio termina con O Abismu. La pellicola sul
piano del passato mostra come il Brasile sia continente millenario con
due costanti: la natura vulcanica della propria costa atlantica e l’identità
di comunicazione e scrittura tra Oriente e Occidente; sul piano del presente
mostra che la volgarità è un dato politico: un uomo volgare
è assolutamente un uomo normale […]. Quanto al suono del
futuro, il film, evocando Jimi Hendrix, mette il “nuovo
uomo”, che è l’uomo allo stato ludico, in contatto
con la natura, di ritorno verso la propria mente (R.Sganzerla).
Desideriamo chiudere questa breve introduzione ringraziando
Helena Ignez, Djin Sganzerla, Andrè Bonfim (Difusao de film Cinemateca
Brasileira), Mercurio Producoes, Marina Mottin (Fribourg International
filmfestival), Torino Filmfestival e Roberto Turigliatto per la loro preziosissima
collaborazione.
TEKFESTIVAL
Ai confini del mondo dentro l’occidente.
FILM IN PROGRAMMAZIONE
• NEM TUDO E' VERDADE
1986, Brasile, 95', 35 mm
• TUDO E' BRASIL
Brasile, 1998, 82', 35 mm
• SEM ESSA ARANHA
Brasile, 1970, 102', 16 mm
• O ABISMU
1977, Brasile, 82', 35 mm