Per la prima volta quest'anno il Tekfestival dedica una finestra alle produzioni a regia femminile.
È una incursione, forse solo un assaggio, nella molteplice e variegata produzione internazionale delle donne di documentari, corti e film di narrazione.
Il percorso che vi proponiamo non ha, e non potrebbe avere, nessuna pretesa di esaustività, ma poggia sul desiderio di mostrare lavori che, sebbene riscuotano grande successo internazionale, trovano pochi momenti di visibilità a Roma.
Sono nove titoli che spaziano tra i diversi linguaggi che offre la macchina da presa; che danno conto della capacità e del desiderio delle registe di indagare questioni anche molto spinose, con una attitudine a ribaltare lo sguardo e il punto di vista rispetto al comunemente noto.
Gli stili si intersecano nelle diverse forme di documentare e i temi si susseguono: la memoria, la politica, la relazione tra genere e appartenenza etnica e culturale. La carrellata che vi offriamo crediamo metta in scena, con successo, i territori che le registe internazionali stanno esplorando negli ultimi anni; le tendenze del “cinema delle donne”. Ancora forte, per esempio, il desiderio di scrivere il passato, di tracciare una genealogia, attraverso il recupero di figure femminili importanti, come testimonia il film Playing a part dedicato all’artista Claude Cahun; allo stesso tempo, però, non mancano registe che hanno scelto di restituire affreschi di storie collettive, corali, popolari, come Astrid Bussink nel suo The Angelmakers dove sono protagoniste alcune pericolose contadine ungheresi del primo Novecento.
Ma c'è anche chi mostra di sapere confrontarsi con i miti e le icone politiche del proprio passato, senza avere paura di sconfinare in territori ormai considerati tabù, come Lina Makboul in Leila Khaled: la dirottatrice. Ma se il documentario è anche sguardo sulle contraddizioni del presente allora attraverso il lavoro pluripremiato di Kim Longinotto, Sisters in law, scopriamo che in luoghi che l'occhio occidentale vede come monoliticamente arretrati, alcune donne si organizzano, si riconoscono e si difendono l'una con l'altra; mentre Aishah Shahidah Simmons con NO! ci conduce nello “spazio sacro” che le donne della comunità nera hanno creato per difendersi dallo stupro. Ai documentari si affiancano i tre cortometraggi, più ironici, a volte sarcastici, mai tranquillizzanti, ma sicuramente puntuali nel raccontare piccole e grandi contraddizioni che investono la vita delle donne.
Il cinema diventa poi narrazione con Ryna, vincitore del festival Sguardi Altrove, opera prima della regista rumena Rixandra Zenide che ci offre una fotografia del suo paese attraverso gli occhi di una giovane meccanica, che ha la passione per la fotografia.
Un film, quindi, che ci offre un assaggio di quella ricca cinematografia che sta fiorendo a Est.
Buona visione
FILM IN PROGRAMMAZIONE
• PLAYING A PART: THE STORY OF CLAUDE CAHUN
Lizzie Thynne, Inghilterra, 2004, 44', Beta SP
• LEILA KHALED, HIJACKER
Lina Makboul, 2005, Svezia, 58', Beta SP
• SISTERS IN LAW
Florence Ayisi, Kim Longinotto, 2005, Camerun, UK, 104', 35 mm
• THE ANGELMAKERS
Astrid Bussink, 2005, Ungheria/Regno Unito/Paesi Bassi, 34', Beta SP
• HELLO KITTY IS DEAD
Geraldine Chung, Ann Poochareon, Vivian Wenli Lin, USA, 7', DVD
• NO!
Aishah Shahidah Simmons, 2005, USA, 94', Beta SP
• RYNA
Ruxandra Zenide, 2005, Svizzera/ Romania, 94', 35 mm
• THE END OF FLOWERS
Arianna De Giorgi, 2005, Italia, 16', Dv