SCATOLE CINESI
Il passaggio dalla chiusura e dall’ordine esasperato della Cina comunista
all’entrata nel mercato globale ha investito la società cinese
provocando trasformazioni e fratture profonde in un paese al centro dello
stupore e dell’interesse della comunità internazionale, che
non smette di interrogarsi sulle cause e gli effetti dell’esplosione
del “miracolo cinese”. Alla spasmodica accelerazione
economica degli ultimi 25 anni non ha fatto seguito una fase di cambiamenti
e riforme sociali altrettanto rapida e profonda, lasciando scoperte come
effetto di ritorno le contraddizioni di una società profondamente
disomogenea, che fatica a seguire i ritmi di crescita imposti, ritrovandosi
confusa e in alcuni casi pericolosamente “orfana” del vecchio
sistema politico.
Lo smantellamento dell’apparato della Repubblica Popolare sembra infatti
aver lasciato dietro di se dei vuoti cognitivi difficili da leggere tanto
quanto da recuperare, che si riflettono nel paesaggio urbano di due città
come Pechino e Hong Kong, città-cantieri simbolo della mutazione
in atto, in continua fase di demolizione e ricostruzione.
I quattro materiali scelti convogliano lo sguardo sulla
realtà delle due metropoli, presentando il duplice binario di visione
“immagini cinesi-immagini sulla Cina” attraverso il lavoro di
due registe cinesi e di quattro registi europei che leggono lo spazio indagando
le aporie che produce.
Proponiamo in anteprima italiana la fiction di Yau Ching
“Let’s love Hong Kong”, primo film a
tematica lesbica girato da una regista di Hong Kong, che esplora il desiderio
femminile negli spazi surreali della modernità di questa sorta di
metropoli post atomica in attesa della ricostruzione.
Nei documentari “Made in China” di Y. L. Scagliola
e R. Weber, "Overloaded Peking" di M. Damiani
e D. Musorrafiti emerge una capitale estremamente viva e in fibrillazione
culturale, che fatica sempre di più a tenere insieme le proprie incongruenze,
come ci raccontano alcuni degli artisti che la vivono (tra i quali Jia Zhangke,
scomodo esponente di spicco della “Sixth generation”, ultima
ondata di registi cinesi contemporanei, intervistato da M.Damiani e D.Musorrafiti).
Infine, presentiamo l’anteprima cittadina di "The
Concrete Revolution" della scrittrice e regista cinese Xiaolu
Guo, che raccoglie le interviste agli operai dei cantieri di Pechino in
vista delle Olimpiadi del 2008, che porteranno alla definitiva sparizione
degli hudong, i vecchi vicoli della città, per far posto alle nuove
strutture.
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FILM IN PROGRAMMAZIONE • LET'S
LOVE HONG KONG - Yau Ching, Cina, 2002, 87', 35 mm |