CATALOGO COMPLETO DEI FILM
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L’ACQUA IN MEZZO
di Daria Menozzi
Italia, 2002, Betacam, 27’, col.
Sacher film

Il film.

Dan Rabà, nato nel 1956 in un kibbutz ai confini con il Libano, intreccia la sua storia con quella dell’Italia e di Israele. Dan vive a Milano fino alla metà degli anni ’80, poi ritorna in un kibbutz, dove resta per dodici anni; oggi vive ad Haifa. “L’acqua in mezzo” è il racconto intimo di un idealista ebreo, laico e comunista.

L’autrice.

Daria Menozzi (Modena,1958) ha frequentato il DAMS a Bologna. Nel 1991 con Gabriella Moranti, ha realizzato il suo primo lungometraggio “Le Mosche in testa”. Dal 1995 al 1999 si è occupata dell’ideazione e realizzazione di una serie televisiva di documentari e reportage incentrati sui temi della civiltà multietnica e dei rapporti tra nord e sud del mondo.

AFRICANIZE IT
di Enrico Vecchi
Italia, 2001, dv, 12', col.

Il film.

Nairobi, Kenia. Durante i provini per un film, le porte del teatro vengono lasciate aperte. Oltre ad attori, cantanti e ballerini professionisti, all'audizione si presentano amici curiosi, aspiranti attori o semplicemente gente che passava di li per caso.

L’autore.

Enrico Vecchi, nato a Bologna nel '69, ha vissuto e lavorato in Kenia, Inghilterra e Spagna. Laureatosi in antropologia sociale, si e' dedicato al teatro come interprete e al cinema come regista di cortometraggi e documentari. Attualmente vive a lavora a Roma dove prepara una versione lunga di Africanize it con il resto del materiale superstite.

AFRO DEUTSCH
di Ayassi
Germania, 2001, Betacam, 13’, col
post@fxfactory.de

Il film.

Un giovane ragazzo di colore deve scappare da un gruppo di razzisti. Durante la corsa gli tornano alla mente frammenti della sua vita.

L’autore

Nato nel1969 a Colonia, Ayassi e’ entrato nel mondo del cinema dall’eta’ di 20 anni come assistente di produzione. Ha lavorato a Berlino dal 1995 come responsabile di produzione per varie aziende; ha realizzato numerosi clip musicali e pubblicitari. Uno di questi ha vinto il Leone d'argento al Festival di Cannes.

AFRO-PUNK di James Spooner
USA, 2003, 66', colore, Betacam

Film

Il film esplora l’identità razziale all’interno della scena punk americana. Oltre la quotidianità e la stessa musica, affronta questioni difficili come la solitudine, l'esilio, l'incontro inter-culturale ed il Black Power. Seguiamo la vita di quattro persone che hanno dedicato la loro esistenza al punk. Si trovano spesso in situazioni che possono capitare soltanto a chi ha avuto l'esperienza della dualità all'interno di una comunità principalmente omogenea: quella bianca.

Regia

James Spooner inizia a girare partendo dalla necessità di raccontare la sua storia. E' cresciuto rimbalzando tra il deserto della California e le strade di New York. La cosa che lo divideva da chi si vestiva di pelle e chiodi era il fatto che fosse nero. All’inizio degli anni ‘90, ancora non vedevi neri con i capelli rossi ed il piercing sul sopracciglio. James a 23 anni continuava a sentirsi perso e destabilizzato, passando da una cultura all’altra, da una comunità all’altra sempre con un certo senso di perdita. Ha iniziato a comprendere che il punk rock, nonostante tutto quello che gli aveva dato, aveva allo stesso tempo nutrito la decostruzione di una delle componenti più importanti della sua vita: l’identità nera. Dopo essere giunto a questa conclusione, decide di lavorare al documentario, intervistando altri neri che avevano fatto l'esperienza della scena punk.

ALICE E’ IN PARADISO
di Guido Chiesa
Italia, 2002, Betacam, 60’, col.
fandangodoc@tin.it

Il film.

11 Marzo 1977 A Bologna. Nel corso di alcuni tafferugli nella zona universitaria, un carabiniere uccide lo studente Francesco Lo Russo. Per questa ragione l’intera città diventa teatro di violenti scontri tra polizia e giovani che terminano con l’intervento di mezzi blindati. Il giorno dopo, con l’irruzione dei carabinieri, finisce la breve storia di Radio Alice, l’emittente accusata di aver diretto gli scontri. E’ la prima e (unica) volta, nella storia dell’Italia repubblicana, che una testata editoriale viene chiusa “manu militari”. Due anni appena è durata la vita della più celebre radio libera italiana, due anni che hanno lasciato il segno.

L’autore.

Guido Chiesa (Torino, 1959) ha studiato cinema negli Stati Uniti dove ha lavorato come assistente alla regia di Jim Jarmusch, Amos Poe, Michael Cimino, Nicholas Roeg. Tornato in Europa, nel 1990 ha diretto il suo primo lungometraggio, “Il Caso Martello”, premiato alla Mostra del Cinema di Venezia con “La Grolla d’oro” per il miglior film d’esordio. Il suo secondo film “Babylon”, ha vinto il premio Fipresci al Torino Film Festival. Ha realizzato alcuni tra i più importanti documentari storici italiani tra cui: “Partigiani”, sulla memoria e il significato della Resistenza in Italia; “Nascita di una Democrazia”, sulla redazione della Costituzione Italiana. Nel 2000 con “Il Partigiano Johnny” partecipa alla Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia.

L’ALLIEVO MODELLO
di Stefano Mordini
Italia, 2002, Betacam, 60’, col.
bruno_pellegrini@yahoo.it

Il film.

Dalla stazione dei treni di Costitution, nel centro di Buenos Aires, ogni notte parte il “treno fantasma”. E’ il convoglio dei raccoglitori di cartone che ogni giorno, dalle cinque di pomeriggio alle tre della mattina, si riversano nella capitale in cerca di carta, per raccoglierla e rivenderla. E’ uno degli effetti della crisi economica. Il Fondo Monetario Internazionale ha sempre considerato l’Argentina il suo allievo modello. Ha continuato per anni a prestare denaro ai suoi governi contribuendo ad aumentare il debito estero del paese. L’Argentina è oggi l’esempio più catastrofico dell’intervento del F.M.I. nell’economia di una nazione.

L’autore.

Stefano Mordini (Firenze,1968) inizia dal 1990 a collaborare con alcune società di produzione, prima in qualità di produttore esecutivo, poi di regista ma costante è il suo impegno nell’ambito del documentario. I suoi lavori ottengono diversi riconoscimenti nei principali festivals nazionali ed internazionali. Nel 1999 ha prodotto “Faber”, diretto da B. Bigoni, e “Gladiatori - Reportage sul Cinema Hard italiano” di Maria Martinelli. In veste di regista ha diretto “Paz’ 77” sulla figura del disegnatore Andrea Pazienza, e “Arbitri” entrambi presentati al Torino Film Festival dello scorso anno.

L’ALTRO IERI
di Gabriella Romano
Italia, 2001, Betacam, 22’, col.
red_out_loud@bigfoot.com

Il film.

L’altro ieri è il primo documentario sull’omosessualità femminile durante il fascismo. In Italia il fascismo valorizzava la donna solo in funzione del suo ruolo di madre. Il lesbismo era un tabù assoluto. Spesso era interpretato come isterismo, per cui veniva curato psichiatricamente. Era interpretato anche come segno del demonio, infatti molte donne che rifiutavano il matrimonio venivano esorcizzate. La parola “lesbica” non veniva pronunciata e la morale dell’epoca ne negava l’esistenza. Cinque donne descrivono quel periodo di repressione, di paura e di silenzio, rivelandoci al contempo la loro reattività e fantasia. Esse si identificavano con i personaggi maschili della letteratura dell’epoca per dar corpo alle loro aspirazioni, ai loro sogni e ai loro desideri inconfessati. Il documentario si avvale di materiale di propaganda fascista, di immagini tratte da film didattici americani girati in Italia durante il ventennio, rari documenti della vita quotidiana italiana, tra i pochi non sottoposti a completa censura.
Il documentario ha vinto il Terzo Premio del Pubblico al Festival “Immaginaria” di Bologna e il Premio del Pubblico al Festival di Cinema Gay e Lesbico di Milano.

L’Autrice.

Gabriella Romano è nata a Torino nel 1960. Ha lavorato come giornalista per giornali ed emittenti radiofoniche. Dal 1987 vive a Londra dove lavora nel campo della produzione, ricerca e regia televisiva, collaborando per numerose emittenti e compagnie di produzione inglesi, italiane, statunitensi e canadesi, tra cui la RAI, la BBC, NVC.
Ha realizzato un documentario per la BBC2, intitolato “A Son of the Desert”, un video didattico, “Lesbian Health Matters”, che ha vinto una Menzione Speciale al concorso indetto dall’Ordine dei Medici Britannici nel 1996 e “Pazza D’Azzurro”, documentario ispirato ai diari inediti di Nietta Aprà, vincitore del Premio del Pubblico al Festival “Immaginaria” di Bologna nel 1997 e della Menzione Speciale al Festival di Cinema Gay e Lesbico di Milano, sempre nel 1997.

AMERICAN EUNUCHS di Gian Claudio Guiducci e Franco Sacchi
USA/Italia, 2003, colore, 80', Betacam - gc@americaneunuchs.com

Film

Il documentario ci rivela il surreale, bizzarro e allo stesso tempo tragico mondo degli eunuchi nell’America contemporanea. Ogni anno negli Stati Uniti centinaia di uomini decidono di farsi castrare, reinventando la propria sessualità per ragioni diverse dal cambio di sesso. Chi sono? Quali sono le loro motivazioni? È legale? È giusto concedere loro il diritto di scegliere liberamente un’operazione così drastica e irreversibile? Per rispondere a queste domande American Eunuchs presenta vari personaggi chiave.

Regia

Franco Sacchi è nato a Chingola, Zambia, nel 1965. Dopo essersi laureato in Scienze Politiche all’università di Bologna si è trasferito negli Stati Uniti. A Boston ha conseguito un Master in Scienza delle Comunicazioni e Produzione Televisiva, specializzandosi nella produzione di documentari. Per diversi anni ha lavorato come istruttore e consulente per Avid Technology, un’azienda leader nel settore del montaggio digitale non lineare. Oggi vive a Boston e lavora come montatore/cameraman e producer freelance. Gian Claudio Guiducci è nato a Trieste nel 1965. Laureato in Scienze Politiche all’università di Trieste con una tesi sul programma televisivo di Raitre Blob, di tutto di più, ha fatto il giocatore professionista di pallacanestro in numerose squadre italiane e in seguito ha iniziato a praticare il paracadutismo sportivo. Questa scelta lo ha portato a trasferirsi in Florida alla fine del ’96. Tre anni più tardi ha deciso di rincorrere un vecchio sogno, il cinema, iscrivendosi all’università Full Sail in Florida dove si è laureato in Produzione Film e Video nel dicembre 2000.


L’AMORE VINCITORE. CONVERSAZIONE CON DEREK JARMAN
di Roberto Nanni
Italia, 1993, Betacam, 30’, col.

Il film.

Un incontro ambito ed avvenuto a Roma nella Primavera del 1993 è lo spazio temporale durante il quale è stato realizzato il film.
La mia necessità era quella di incontrare una persona che, con la sua audacia di cineasta, aveva profondamente segnato, già alla fine degli anni ’70, il mio modo di vedere e fare cinema.
La passeggiata inizia e volontariamente lo invito a percorrere un sentiero ai cui lati troviamo la recente caduta del muro di Berlino e le sue “macerie”, la guerra in Somalia ed in Bosnia, la politica di Karol Woytjla in Africa, l’AIDS e l’industria farmaceutica, la perdita della vista e l’immersione nel suo “Blue” ed in quello di Yves Klein. Fa da prologo un incontro avvenuto circa dieci anni prima a Londra mentre Jarman girava in super 8mm il film “Pirate’s tapes”, riprendendo William S.Burroughs mentre si aggirava tra i magazzini abbandonati di “The final Academy”. Un fiume in corsa di ricordi e stimoli che ho catturato con ogni mezzo avessi a disposizione 16mm, super 8mm, video 8. Il montaggio, iniziato attraverso la composizione del suono e del testo, si è valso visivamente di soli particolari, dettagli del suo corpo atti a riprodurre un paesaggio inquieto, sempre in movimento.

ANTONIO RUJU. STORIA DI UN ANARCHICO SARDO
di Roberto Nanni
Italia, 2001, Digital Betacam, 28’, col.

Il film.

Il film racconta la vita di Antonio Ruju dall'estremo della poverta' della Sardegna d'inizio secolo, alla lotta contro il fascismo, fino alla totale adesione all'ideale anarchico. Una vita intessuta di straordinari episodi sempre dominati dall'insofferenza per la sopraffazione. Tratto dal libro di memorie di Antonio Ruju "Vita di un anarchico sardo".
"Abbiamo realizzato il film su questo straordinario uomo cercando di farci adottare da lui e dalla sua compagna Liliana per qualche giorno, vivendo insieme il suo quotidiano tra il peso dei novanta anni e una intelligenza rara ed estremamente ironica". (Roberto Nanni)

L’autore.

Roberto Nanni (Bologna, 1960), cineasta, ha collaborato con il gruppo Tuxedomoon e, in particolare, con Steven Brown, con il quale nel 1989 ha realizzato “Greenhouse Effect. Brown reads John Keats” e nel 1996 “Piccoli ostinati”. Insieme al regista Giuseppe Baresi nel 1989 ha realizzato “Fluxus” e “Milano Poesia” prodotto da Silo. Con “L’amore vincitore” nel 1993 ha vinto il premio del pubblico al Torinofilmfestival, nel 2001 ha realizzato un diario della Sacher “Antonio Ruju - vita di un anarchico sardo”.Vive e lavora a Roma.

L’autore.

Roberto Nanni (Bologna, 1960), cineasta, ha collaborato con il gruppo Tuxedomoon e, in particolare, con Steven Brown, con il quale nel 1989 ha realizzato “Greenhouse Effect. Brown reads John Keats” e nel 1996 “Piccoli ostinati”. Insieme al regista Giuseppe Baresi nel 1989 ha realizzato “Fluxus”, “Milano Poesia” prodotto da Silo. Con “L’amore vincitore” nel 1993 ha vinto il premio del pubblico al Torinofilmfestival, nel 2001 ha realizzato un diario della Sacher “Antonio Ruju - vita di un anarchico sardo”.Vive e lavora a Roma.

ARCO DI TRAVERTINO
di CandidaTV
Italia,2000,dv, 5’,col
candida@inventati.it

Il film.

Il 6 febbraio 2000 il questore di Roma ordina contemporaneamente lo sgombero di cinque campi nomadi in citta'. Nel campo nomadi Arco di Travertino la resistenza impedisce lo sgomebero.

L’autrice.

Candida nasce dall'incontro di una decina tra giovani autric, registi, tecniche, appassionati e appassionate ricercatrici delle potenzialita' ancora inespresse del linguaggio televisivo. "Nel 1999 l'emittente romana Teleambiente mette a nostra disposizione uno spazio di un'ora a settimana che occupiamo con un programma contenitore spregiudicatamente generalista per nove settimane". Nel 2000 a Roma (quartieri di Torre Maura e Torre Spaccata) vede la luce un laboratorio di videomaking dedicato ai giovani del quartiere: nasce Torre Maura Tv, la prima di una lunga serie di televisioni di quartiere. Nel 2001, incollaborazione con Indymedia, produce il film "Rebel Colours - Praha 2000".

L'ARSENALE DI PIPPO di Francesco Cabras e Alberto Molinari
Italia, 1999/2000, colore, 52', miniDV - info@gangafilm.com

Film

Ritratto del regista Pippo Delbono. Delbono lavora con emarginati, vagabondi, handicappati ed extracomunitari con cui ha creato una sorta di comunità artistica itinerante. E' dichiaratamente sieropositivo, spesso molto apprezzato dalla critica ma talvolta tacciato di utilizzare in modo strumentale i suoi collaboratori. Il tentativo degli autori è di restituire uno sguardo laico su alcuni aspetti del lavoro e della personalità di Delbono. Il documentario è stato girato interamente nell'Arsenale di Venezia di cui è sottolineata l'eccezionale atmosfera estraniante e metafisica, unica al mondo.

Regia

Francesco Cabras ha un trascorso da giornalista e fotografo di reportagès geografici, sociali e musicali. Ha passato molto tempo tra l'Asia e l'Italia lavorando anche come guida e insegnante; è laureato in psicologia. È autore di testi di canzoni, racconti e guidebooks. Saltuariamente si diletta come attore. Alberto Molinari ha esordito come attore in Volevamo essere gli U2 ed è attivo nel cinema, teatro e televisione anche come speaker. Ideatore e realizzatore di spettacoli, eventi e rassegne è stato fondatore e direttore artistico del Locale di Roma. È autore di temi e commenti musicali.

ASUROT
di Anat Even, Ada Ushpiz
Israele, 2001, Betacam, 73’, col

Il film

Naiwa, Nawal e Siham, tre vedove Palestinesi, vivono con i loro 11 figli in una casa a Shuhada Street, Hebron. La loro casa si trova al confine, la facciata è sotto l’occupazione israeliana e la parte posteriore è sotto l’autorità palestinese. Le tre donne, intrappolate nel mezzo, vivono in modo difficoltoso una situazione perversa: l’occupazione diventa un’abitudine, l’assurdo diventa un dato di fatto.

AZIONE E' USCIRE DALLA SOLITUDINE di Stefano Grossi
Italia, 2003, colore, 44', Betacam - grossibizzarri@interfree.it

Film

Un percorso tematico attraverso trentatre parole-chiave (da "azione" a "sinistra", da "utopia" a "libertà") tratte dai libri di Luigi Pintor Servabo, La signora Kirchgessner, Il nespolo e I luoghi del delitto. Un incontro risultante da un'intervista fatta nel 2001, la testimonianza di un pensiero sempre vigile, critico e "mancino", proiettato oltre il presente.

Regia

37 anni, si è laureato in Storia del Pensiero Scientifico nell'età moderna all'Università di Genova. Dal 1996 collabora con la cattedra di Filmologia dell'Università di Genova. Autore di numerose pubblicazioni su vari aspetti e protagonisti del mondo del cinema, ha realizzato il suo primo documentario nel 1991, Savannakhet, grazie ad un finanziamento vinto al Filmaker Festival di Milano.

BABES IN TOYLAND di Ry Russo-Young e Clara Latham
USA, 2003, colore, 10', 35mm

Film

Su un prato verde, vicino ad un segnale di stop rosso brillante, due ragazze vestite di bianco e rosa si sbronzano in mezzo al traffico sotto lo sguardo dei passanti. Babes in Toyland è una satira giocosa e violenta, in cui un bel giorno di primavera si trasforma in un incubo di sangue.

Regia

Ry Russo-Young (1981) è una regista e video artista che vive a New York. Ha scritto, prodotto e diretto diversi cortometraggi e documentari, tra cui Kids On the Road (2000). Recentemente si è laureata presso l’Oberlin College, dove ha studiato Arti Visive e Cinema. Nel 2002 ha scritto e prodotto un one woman show multimediale, A Middle Ground. Al momento sta lavorando ad un lungometraggio. Clara Latham è un’artista e compositrice interessata all’interazione tra musica, teatro e video. Il suo film più recente Go Inside usa una telecamera di sorveglianza per documentare la perdità d’identità di un personaggio. Come musicista si è esibita in tutti gli USA con il gruppo sperimentale The Gongs.

BANDIERA ROSSA E BORSA NERA
di Andrea Molaiolii
Italia, 2001, DigitalBeta, 27', col.

Il film

Roma 1944: Gloria ha tredici anni e scrive il suo diario di guerra raccontantando dell'occupazione nazista e della fame. Ma il suo sguardo di bambina si sofferma sugli eventi della vita quotidiana: i genitori impegnati nella Resistenza e la ricerca del cibo nei vicoli dove prospera la borsa nera.
Tratto dal diario "Bandiera rossa borsa nera" di Gloria Chilanti.
"Potrebbe essere una voce qualunque se non fosse che questa ha un timbro di una bambina che osserva la guerra degli adulti, ne imita le regole". (Andrea Molaioli)

L'autore.

Andrea Molaioli (Roma, 1967), ha iniziato a lavorare come assistente ed aiuto regia nel 1988. Ha collaborato con molti registi italiani tra i quali Nanni Moretti, Mimmo Calopresti e Mrco Risi. Regista dello speciale televisivo "Diario d'Aprile" sul film "Aprile" di Nanni Moretti e del documentario sul backstage della serie televisiva "La vita che verra'".

BASEADO EM ESTORIAS REAIS (BASATO SU UNA STORIA VERA) di Gustavo Moraes
Brasile, 2002, colore, 18', 35mm/1.66

Film

Brasile, 1972, un gruppo di resistenza organizza una rapina in banca per supportare la causa.

Regia

Ha conseguito un master in Fine Arts alla Columbia University. Dal 1996 lavora nell'ambito di cortometraggi e spot pubblicitari sia in Brasile che negli Stati Uniti. E' corrispondente estero per la Revista de Cinema in Brasile. E' attualmente impegnato nella post-produzione del documentario Ginca-Capoeira.

BAZAR
di Cristiana Surleti
Italia, 2002, dv, 26', col.

Il film

Il documentario presenta la realta' di uno dei luoghi piu importanti della vecchia societa' islamica, il bazar, fulcro della civilta' orientale, polso della vita sociale, palestra per scambio di idee e mercanzie in un paese come l'Iran, in bilico tra il tentativo di affermare un legame con le fluttuazioni del gusto occidentale e la volonta' di salvaguardare con rigidita' il proprio credo religioso e le proprie peculiarita' nazionalistiche. Nei bazar, odori, profumi, suoni, contatti si mescolano: tutti i venditori sono uomini e solo a loro e' permesso di recarsi nelle moschee all'interno dei bazar, per pregare. Il bazar rappresenta una citta' nella citta' dove al vivere sociale ed economico, si mescola fortemente la religione islamica esternata anche tramite un abbigliamento particolare e un insieme di atteggiamenti ricchi di simbologie, le cui radici si perdono in un lontano passato.

L'autrice.

Laureata in Discipline Arte, Musica e spettacolo, aiuto regia in "Come un lampo", ha collaborato con la Fandango, la Joy Group e la Sae. Ha diretto "My life", "Para mi corazon", "Cornice di 12 cortometraggi", "Piccola avventura in una realta' sospesa" prodotto dalla Nuct. Vive a Roma.

EL BOLA
di Archero Manas
Spagna, 2000, 35mm, 88’, col.
zinglos@tin.it

Il film.

“Pellet” è un dodicenne che vive in una realtà fatta di sordida violenza che lo porta a vergognarsi della sua vita familiare e ad isolarsi in classe. La storia è incentrata sul cambiamento che porta nella sua vita l’arrivo in classe di un nuovo ragazzo con cui diventa inseparabile.

L’autore.

Nato nel 1966 a Madrid è stato attore scrittore e regista di numerosi film come;
“Belmonte”, ”Cazadores”, ”Metro”.

CARNE DA MACELLO
di Maria Martinelli
Italia, 50', col.

Il film

Cosa c’è dietro ad un “innocente” hamburger? In nome del profitto e della velocizzazione della produzione, allevamenti, industrie della carne e fast food violano i diritti dei consumatori e dei lavoratori, aggirando le più elementari norme igieniche e di sicurezza.
Ogni anno, negli Stati Uniti, cinquemila persone muoiono e più di 350.000 vengono ricoverate per malattie causate dal cibo. E altre 76 milioni si ammalano. Sono dati sconvolgenti causati dall’esigenza delle industrie di aumentare la produzione senza tener conto dei rischi per la salute e la sicurezza. La madre di un bambino morto per un' infezione contratta da un hamburger spiega i rischi di un’alimentazione a base di cibi sottoposti a sempre meno controlli. Sono proprio i bambini, infatti, i principali obiettivi delle campagne pubblicitarie dei fast food.
Le esigenze industriali hanno ripercussioni su tutta la catena produttiva: i piccoli rancher indipendenti devono cedere il passo alle grandi concentrazioni industriali e cosi anche i mattatoi e le fabbriche di imballaggio della carne.
L’industria della macellazione è una delle più pericolose: ogni anno avvengono migliaia di incidenti, ma ai lavoratori obbligati a firmare contratti con clausole capestro, è preclusa la possibilità di richiedere indennizzo. Le interviste con alcuni di questi lavoratori infortunati e spesso invalidi e con i dipendenti dei negozi di fast food fanno emergere il lato oscuro dell’hamburger, il “prezzo che non appare sul menù”.

Regia

Maria Martinelli inizia il suo percorso artistico come videomaker nel 1983, realizzando cortometraggi e documentari presentati e spesso premiati in alcuni dei più importanti festival specializzati tra cui Oberhausen, Amburgo, Lisbona, Tokio, Venezia, Montpellier, Montbeliard, Torino, Bellaria. Nel 2001 con Amorestremo dirige il suo primo lungometraggio. In seguito conduce la regia delle fiction del format Donne in onda su RAI2, ideato dalla giornalista Luisella Costamagna. Attualmente sta lavorando alla preparazione del lungometraggio tratto dal romanzo di Carlo Lucarelli Laura di Rimini pubblicato da Einaudi.

LA CASBAH D'ALGERI di Nasser-Eddine Benalia
Francia, 2003, colore, 71', 35mm - rainbowfilms.net

Film

La Casbah d'Algeri è iscritta alla lista del Patrimonio mondiale dell'Umanità del comitato dell'Unesco (16ma sessione, dicembre 92). La Casbah conta 1700 abitazioni e 80000 abitanti. In che stato si trova la Casbah oggi? Come resiste alle catastrofi naturali che colpiscono l'Algeria? Due associazioni (Salviamo la casbah, Associazione Casbau) tentano di salvare la Casbah, malgrado la scarsità di aiuti e il disinteresse politico Attraverso interviste ai suoi abitanti e ai restauratori, questo film penetra nel labirinto dei vicoli, navigando fra passato e presente, tra memoria e nostalgia.

Regia

1994: Dans l'enfer du Bibliophile, cortometraggio. 2002: Cinéma arabe, état de lieux , documentario. 2003: Zdag-Zdag a Mesnilmuche, 117', film musicale in forma di videoclip (concerti, improvvisazioni musicali in un bar cosmopolita di Parigi).

CHI NON RISCHIA NON BEVE CHAMPAGNE
di Enrica Colusso
Italia, 2002, Betacam, 90’, col.
e.colusso@btinternet.com

Il film.

Storie di giovani donne che lasciano, o sognano di lasciare, l’Ucraina per cercare fortuna in Occidente. Qualcuna cerca un marito, altre credono alla promessa di un lavoro serio, altre ancora sono disposte a tutto perché, come recita un vecchio proverbio russo, “chi non rischia non beve champagne”. Ma il sogno dell’Occidente il più delle volte si rivela un incubo: Anja finisce in un bordello polacco, Natasha adesca ragazze che convince a diventare modelle della sua improbabile agenzia, Irina ha speso tutti i suoi soldi per un visto di quindici giorni in Italia.

L’autrice.

Nata a Roma, Enrica Colusso ha studiato regia di documentari a Parigi (Varan, Atelier de Realisation Cinematographique) e a Londra (National Film and Television School) città dove risiede attualmente. Ha realizzato numerosi documentari fra i quali “Fine Pena Mai” che è stato proiettato nei maggiori Festival Internazionali, ha vinto numerosi premi ed è stato trasmesso dalla RAI e dalla CBS. Recentemente ha diretto diversi episodi di una serie di documentari girati in Toscana e prodotti da Crimsoms Film per channel 4. Dal 1994 insegna Antropologia visuale all’università di Trombo (Norvegia).

CICCIO COLONNA di Syusy Blady
Italia, 2002, colore, 14’ 16'', 35mm

Film

Il barista di Pegognaga, un paesino della bassa padana, per uno scherzo stupido tra amici, rimane incastrato fra due colonne. Si prova a disincastrarlo ma non ci si riesce. Ciccio dovrà rimanere lì in mezzo per un bel po’.

Regia

Maurizia Giusti in arte Syusy Blady, ha lavorato con la TV come personaggio ma soprattutto come autrice di molte trasmissioni televisive innovative. Da 10 anni è autrice e regista della serie di trasmissioni Turisti per Caso, trasmissione tutta girata con telecamerine digitali, e da 3 anni di Velisti per Caso. Ha partecipato come attrice all’ultimo film di Fellini La voce della luna.

CINEGIORNALE LIBERO ZA
di Ansano Giannarelli
Italia, 2002, 30’, Betacam, b/n-col.
aamod@tin.it

Il film.

In occasione del centenario della nascita di Zavattini (1902) e’ stato realizzato un “cinegiornale libero” tutto dedicato a lui, come una breve monografia sulla sua vita. Uno Zavattini che pone il tema della pace e della Guerra al centro della riflessione degli esseri umani, nella prospettiva che al pensiero dominante di pochi si opponga il pensiero democratico di tutti, anche attraverso l’uso cosciente del linguaggio filmico.

L’autore.

Ansano Giannarelli, regista, dirige cortometraggi, mediometraggi, trasmissioni per la tv, lungometraggi (“Sierra Maestra”, Non ho tempo”). Ne La “follia” di Zavattini ha documentato le riprese de “La veritàaaa”. E’ presidente dell’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico.

(collaborazione alla regia di Cinegiornale libero Za)
Silvia Savorelli si è formata come filmaker, e ha diretto film documentari e a base d’archivio (“Andiamo a Genova!”, “La trama e l’ordito”, “Sequenze sul G8”). Fa parte del comitato scientifico dell’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico.

COME FOSSILI CRISTALLIZZATI NEL TEMPO
di Luca Pastore
Italia, 2002, Betacam, 42’, col.
info@stefilm.it

Il film.

La più grande e impressionante area industriale tessile in Italia è ora una sbalorditiva concentrazione di edifici vuoti e strutture industriali abbandonate. Sfuggite in modo fortuito alla demolizione, evitate dal recente sviluppo urbano e rimosse dalla memoria collettiva, questi relitti architettonici sono parte del paesaggio, come fossili cristallizzati nel tempo. Architettura e ricordi per un tentativo di trovare una soluzione tra cancellare le tracce del passato e mantenere vivi gli sforzi della generazione che impegnò la propria vita per un futuro migliore attraverso il lavoro

L’autore.

Luca Pastore (Torino, 1961) ha fondato nel 1983 la casa di produzione “Legovideo”. Con il suo socio Alessandro Cocito ha realizzato numerosi contributi che uniscono videoarte e televisione, soprattutto per RAI 3. Critico musicale per “Il Manifesto” dal 1994 al 1997, lui stesso musicista (suona con i FLUXUS) realizza sonorizzazioni e colonne sonore. Ha curato la regia di numerosi documentari, videomagazine e corti per la tv, oltre ad alcune installazioni videoartistiche per vari enti musicali

THE COMPETION (KONKURS) di Maciej Adamek
Polonia, 2003, colore, 26', Beta.

Film

La storia narra di alcune ragazze dai sei agli undici anni che prendono parte ad un concorso di bellezza per bambine - Mini Miss Poland. Il film mostra i loro sogni che solitamente coincidono con la voglia di un successo rapido e facile. Vincere il concorso di bellezza significa mettere il primo tassello per la carriera di modella o attrice. Una delle ragazze dice persino, che se non riuscirà ad essere una modella o una attrice, vorrebbe ritirarsi, perché i pensionati ottengono i soldi per non fare niente.

Regia

Nato nel 1968 in Gdansk. Ha studiato Letteratura polacca all'università di Gdansk e regia alla scuola Polish National Film, Television and Theatre in Lódz. Fa parte dell'European Film Academy.

AL CONFINE TRA IL MISSOURI E LA GARBATELLA
di Carola Spadoni
Italia, s8/hi8 Video/dv, 30', 1997,col.

Il film.

La ricerca di un dialogo attraverso il racconto tra due generazioni.

L’autrice.

Carola Spadoni (Roma) ha studiato cinema al Brooklyn College di New York. Dal 1993 ha partecipato a numerosi Festival internazionali. Nel 1996 fonda la New York Open Cine, un'associazione culturale che organizza proiezioni gratis di films classici e b-movies italiani. Dal 1992 ha realizzato un film, due documentari, sei cortometraggi e due viduoclip. Nel novembre '98 tiene una lecture su "Dai cortometraggi al primo lungo, esplorazioni nella fiction" alla New York University.
Nel '99 partecipa alla Biennale d'Arte di Venezia per il progetto Orestecinema. Ha da poco completato un documentario su Arthur Penn ed ha partecipato ad un film collettivo sulle giornate di Genova.

UN CUENTO DE BOXEO
di Alessandro Angelini
Italia, 2001, Betacam, 52', col.

Il film.

Un viaggio con il cubano Teofilo Stevenson, il piu' grande pugile dilettante di tutti i tempi che dal 1972 al 1980 e' riuscito nell'impresa unica di vincere per tre volte la medaglia d'oro olimpica dei pesi massimi. Il suo ritratto tra presente e passato: l'amore per la sua terra e per il suo popolo, il ricordo della rivoluzione e l'incontro con Muhammed Ali che non venne mai disputata.
"Dopo aver realizzato "Ragazzi del Ghana", racconto di viaggio di due adolescenti che lasciano l'Africa per l'Europa alla ricerca di una vita diversa, la vicenda di Teofilo mi sembrava emblematica per raccontare una scelta di segno opposto. Non una fuga dal proprio paese d'origine, ma una dichiarazione di amore per la propria terra. Forte e decisa. Sincera".

L’autore.

Alessandro Angelini (Roma, 1971) ha lavorato come fotoreporter freelance per diverse agenzie di stampa prima di iniziare la carriera di assistente alla regia e aiuto regia. Con "Ragazzi del Ghana" ha vinto la prima edizione del concorso DOC al Torino Film Festival 2000.

CUORE CAPOVOLTO di Francesca Marconi e Anna Joy Sacco
Italia, 2004, colore, 20', Betacam - francesca_marconi@virgilio.it

Film

Francesca e il suo quotidiano tra il dormitorio di viale Ortles e le mense pubbliche di Milano: un viaggio nella vita e nei prodigi di una donna che si racconta tra risa, tragedie, sogni e realtà. Un'indagine sul disagio, vista attraverso i gesti, le parole e i desideri di Francesca per uscire dagli stereotipi moralistici su chi vive senza fissa dimora.

Regia

Francesca Marconi realizza i suoi studi tra l'Accademia di Belle Arti, la scuola d'arte drammatica Paolo Grassi e la Scuola Civica di cinema di Milano. Regista di spettacoli teatrali e installazioni realizza diversi documentari e video tra cui La città e gli occhi (2001), Il salto dei pesci (2003) e Nina senza storie (2003). Collabora con My own private world per realizzare ritratti e documentazioni etnografiche tra Italia e Sud America. Anna Joy Sacco nasce a Roma dove si forma come musicista e cantante, realizza un cd musicale e partecipa a numerose tournè in Italia e all'Estero. Ha pubblicato diversi articoli sui barboni e sulle arti di strada e lavora nelle scuole come sostegno ai bambini con handicap.

DEATH SQUADRONS - GLI SQUADRONI DELLA MORTE di Marie-Monique Robin
Francia, 2003, colore, 60', Digital Beta

Film

I generali sudamericani responsabili dei regimi di terrore degli anni ‘70 e ‘80 e coinvolti nell’organizzazione segreta sovranazionale Operazione Condor, creata per sterminare gli oppositori politici nei loro paesi e all’estero, rivelano per la prima volta, di fronte alla macchina da presa, talvolta nascosta, di essere stati addestrati dall’esercito francese. Sebbene di queste pratiche esista scarsa documentazione filmica, il film La battaglia di Algeri di Gillo Pontecorvo ha raccontato i metodi usati dai francesi negli interrogatori, tanto realisticamente da essere usato più tardi come strumento di addestramento per i militari argentini. Gli Squadroni della Morte mostra come, durante gli anni ‘60, i francesi addestrarono gli ufficiali statunitensi, a Fort Bragg, mostrando le tecniche repressive che furono più tardi usate per la guerra in Vietnam.

Regia

Marie-Monique Robin si è laureata in Scienze Politiche all’università di Saarbrücken, ha conseguito un diploma all’Università di giornalismo di Strasburgo. È stata giornalista e autrice di documentari per l’agenzia Capa (Chabalier & Associates Press Agency) dal 1989 al 1999 e per l’agenzia Point du jour dal 1999 al 2001. Ora lavora come autrice indipendente. Ha, inoltre, scritto articoli per «Libération», «Le Matin», «Figaro Magazine», «Die Zeit». Ha scritto e diretto documentari in Europa, Asia, Africa, Sud e Nord America e Medio Oriente.

18 QUADRI DELLA VITA DI UNA RAGAZZA DELLA FABBRICA DI CONSERVE di Ágnes Kocsis
Budapest, 2003, colore, 22', 35 mm.

Film

Krisztina Szabò ha 27 anni ed è una lavoratrice della fabbrica di conserve. Desidera una vita diversa, o che almeno una volta, accada qualcosa di veramente grande. Per questo fa tutto il possibile: partecipa alla lotteria, colleziona punti-premio e tutto ciò che permette di vincere. Spesso canticchia la sua canzone preferita.

Regia

Ágnes Kocsis è nata a Budapest nel 1971. Si è Laureata presso l’Università Lorand Eötvös di Budapest in Lingua e letteratura Polacco, Teoria del cinema ed Estetica. Studia all'Accademia di Teatro e Cinema di Budapest, frequentando il quarto anno del corso di regia cinematografica e televisiva. Nel 2003 ha svolto per due semestri uno stage di regia e sceneggiatura alla Scuola Nazionale di Cinema a Roma.

DISCHARGE: PERCEZIONI NELL’INDIA POST-ATOMICA di Daniele Ottobre
Italia, 2000, colore, 9', miniDV

Film

Un miliardo di persone disseminate su un territorio talmente esteso, da favorire diversità nette tra gli Stati che lo compongono. Discharge è la parola che spesso appariva sui quotidiani alla vigilia degli esperimenti atomici che avrebbero consacrato l’India nuova potenza nucleare. Girato tra Delhi e Bombay, la descrizione del paese è lasciata alle pure immagini.

Regia

Dopo aver frequentato stage formativi in vari studios all’estero, Daniele Ottobre intraprende la strada del produttore indipendente creando il centro di produzione DOC (Daniele Ottobre Comunicazione). I suoi lavori sono documentari, principalmente destinati ai mercati stranieri, reportage e videoart.

DOGTOWN AND Z-BOYS di Stacy Peralta
Usa, 2002, 35mm, 90’, col.
Fax +1-310-8998060

Il film.

Dogtown era il nome di una zona tra Santa Monica e Venice, che negli anni ‘70 appariva malfamata e fatiscente. Qui nacque, per opera di Jeff Ho, Skip Engblom e Craig Stecyk, lo Zephir Skating Team. I tre erano proprietari di un negozio per surfisti, diventato ben presto la meta di molti teen-agers, che vi trascorrevano le giornate per non restare a casa. I ragazzini iniziarono presto ad andare sugli Skateboard, sfruttando come piste le strade di Dogtown, i cortili delle scuole e le piscine abbandonate. Lo Zephir Skating Team partecipò a numerose competizioni diventando famoso per il suo stile funambolico e innovativo. Il Documentario ricostruisce, attraverso fotografie, materiali di repertorio e interviste, la straordinaria avventura dello Skateboard e del “Dogtown-Style”.

L’autore.

Stacy Peralta è nato nel 1957 e ha iniziato ad andare sullo Skateboard all’età di 5 anni. Ben presto è diventato un professionista partecipando a competizioni internazionali e venendo riconosciuto come uno dei padri fondatori dello Skateboard moderno. Dopo aver partecipato a molti film sullo Skateboard e aver lavorato come regista della seconda unità in numerose produzioni, Peralta ha fondato la squadra Powell Peralta’s Bones Brigade. Nel 1984, insieme con Craig Stecyk, ha prodotto The Bones Brigade Video Show. Nel 1991 ha lasciato la Powell Peralta per dirigere e produrre trasmissioni e serie televisive dedicate a questo sport. Insieme con Agi Orsi sta adesso lavorando a un film sul Surf.

DOICHLANDA di Giuseppe Gagliardi
Italia, 2003, colore, 45', Betacam

Film

Il viaggio musicale di una band etno-rock nei ristoranti calabresi in Germania. Un viaggio che racconta, attraverso le facce degli emigranti, i cambiamenti, le trasformazioni e le contraddizioni di una dinamica culturale di estremo interesse. Doichlanda è il modo in cui gli emigrati calabresi usano chiamare la Germania e indica anche un luogo che offre nuove possibilità di lavoro.

Regia

Giuseppe Gagliardi (Cosenza, 1977) vive a Roma dove ha conseguito la laurea in Arti e Scienze dello Spettacolo alla Facoltà di Lettere de La Sapienza. Nel 1999 frequenta il bimestre propedeutico alla Scuola Nazionale di Cinema. Attualmente sta preparando il suo primo lungometraggio.

DO I LOVE YOU? di Lisa Gornick
UK, 2003, colore, 73', Betacam - lisag@valiantdoll.co.uk

Film

Quando l'amore passa in secondo piano c'è la tendenza a mettere tutto in discussione, persino la vita. Do I love you? è una pellicola per le persone che amano porre interrogativi. Apparentemente questo film parla di lesbiche, rendendo manifesta la loro vita reale.
“Questo non vuol dire che il pubblico che avevo previsto fosse solo quello lesbico, perchè Do I love you? parla di paure e speranze universali. Ci stiamo ancora chiedendo se stiamo facendo la scelta giusta. Siamo arrivate ad un punto in cui ci chiediamo che cosa significano le etichette che ci definiscono. Quando arriveremo al puno di fidarci di noi stesse e non solamente delle opinioni altrui?” (Lisa Gornick)

Regia

La formazione di Lisa Gornick inizia come attrice e interprete di stand up comedy. Successivamente alla scrittura di due spettacoli, decide di iniziare ad utilizzare la pellicola come nuovo mezzo espressivo. Sono seguiti diversi corti: My Primary Lover Never Hollywood Kissed Me realizzato nel 1999, uno spettacolo sulla ciclicità degli abusi all'interno delle relazioni;The 12 Steps of Starting up a Religion del 2000, una videoistallazione su come iniziare a creare il proprio sistema di credenze, e A graphic love story del 2002 una video istallazione con l'obiettivo di realizzare un film erotico Hollywoodiano il più semplicemente possibile. Do I love you? è il suo primo lungometraggio.

DOVEVANO ALMENO FARE LA ROTAZIONE di Luca Pastore
Italia, 2003, colore, 52', Betacam.

Film

Il film è la cronaca di un anno e mezzo di stato di crisi del gruppo Fiat, raccontata attraverso brevi stralci di manifestazioni, voci radiofoniche, interviste alle porte di Mirafiori, vecchie Duna e Panda parcheggiate, cameracar per le strade di Torino, materiali di repertorio. Per un torinese, abituato a considerare la Fiat come qualcosa di scontato, è difficile orientarsi fra i paurosi scricchiolii che tutti sentiamo distintamente provenire dal Pilastro e il superficiale ottimismo trionfalistico, al quale siamo oramai abituati, che cerca di coprirli: l’atteggiamento più frequente è la rimozione, nell’attesa di sentirci più attrezzati ad immaginare un futuro diverso da quello di ‘città industriale’.

Regia

Luca Pastore (Torino 1961) nell’83 ha fondato la casa di produzione Legovideo. Con il suo socio Alessandro Cocito (Cocito&Pastore) ha realizzato numerosi contributi in bilico fra videoarte e televisione, soprattutto per Raitre. Critico musicale per Il manifesto, dal ’94 al ’97, suona nel gruppo punknoise Fluxus e realizza sonorizzazioni e colonne sonore. Ha curato la regia di numerosi documentari, clip musicali, filmati per enti e istituzioni, film pubblicitari, videomagazine e corti per la TV, oltre ad alcune installazioni videoartistiche per vari enti museali.

ENZIMA ROSSO
di Claudio Feliziani - Miklos Erhard
Italia, 2001, 16mm, 15', b/n.

Il film

Nascoste nei gesti che ogni giorno riproducono le funzioni dell'organismo di una fabbrica, sono rimaste le tracce di una memoria interrotta. 1954: le fabbriche ceramiche di Civita Castellana si fermarono per uno scioperodi settimane. Le energie della forza operaia non impegnate nella produzione si riorganizzarono in una iniziativa spontanea. Furono costruite nuove fabbriche, che presero la forma di un azionariato operaio.

Gli autori

Claudio Feliziani (Roma - 1966), nel 1985 inizia gli studi filosofici, in seguito vive per quattro anni in una casa occupata a Primavalle, periferia romana. Per dodici anni fa il muratore e nel 1996 apre un cineclub a Civita Castellana (VT). Fino al 2000 collabora con il Festival del Cortometraggio di Siena per il quale ha l'occasione di andare a trovare, nel 1998, il suo gemello d'oltrecortina.
Miklos Erhard (Budapest - 1966), si forma come pittore e artista visuale. Dal 1998 e' membro della direzione del Balasz Bela Studio di Budapest. Instancabile ricercatore e organizzatore di situazioni, nel luglio 2000 parte per Civita Castellana con una valigia piena di pellicola scaduta.

L'ESPLOSIONE di Giovanni Piperno
Italia, 2003, colore, 75', Betacam

Film

Danilo Coppe è un uomo d’azione: è il massimo esperto di demolizioni con dinamite in Italia. Un giorno gli propongono l’abbattimento di otto palazzoni costruiti abusivamente in riva al mare: le cosiddette torri del Villaggio Coppola, il simbolo del peggior ecomostro d’Europa. Un intero paese per le vacanze, costruito sui terreni del demanio statale dagli anni ‘60 agli anni ‘90 in spregio a qualsiasi legge sul paesaggio, dove perfino la scuola e la caserma dei carabinieri sono abusive. Una storia infinita di procedimenti penali e di distruzione del territorio, di collusioni camorristiche e di complicità politiche.

Regia

Giovanni Piperno (Roma, 1964) dopo il corso triennale di fotografia all’Istituto Europeo di Design, ha seguito un seminario di fotografia con Leonard Freed dell’agenzia Magnum e ha lavorato come fotografo, per un anno, per alcuni quotidiani italiani. Dal 1987 ha lavorato in qualità di fotografo di scena, aiuto e assistente operatore in film e spot pubblicitari di registi importanti. Nel 1992 ha cominciato a co-produrre e co-dirigere video e documentari con Laura Muscardin. Nel 1997 ha abbandonato definitivamente il lavoro d’assistente operatore per dirigere documentari e filmati principalmente per programmi RAI.

ESTATE ROMANA
di Matteo Garrone
Italia, 2000, 35mm, 90',col.

Il film

Salvatore e' uno scenografo napoletano piuttosto pigro e svogliato, che vive serenamente in un bell'appartamento di piazza Vittorio a Roma. Lo aiuta una giovane assistente, Monica, separata con una piccola bambina che faticosamente cerca di crescere nonostante le liti e i continui tentativi della suocera di portargliela via. Pressato dal regista giunto all'ultimo stadio di sopportazione, Salvatore deve ultimare le scene di uno spettacolo di "teatro danza" ispirato liberamente a "Guerre Stellari".Cosi mentre Monica finisce alcuni pianeti, lui lentamente ritocca un enorme mappamondo, che ha invaso gran parte del suo studio.

L'autore.

Matteo Garrone e' nato a Roma il 15 ottobre del 1968. Diplomato al liceo artistico nel 1968, lavora per alcuni anni come aiuto operatore per poi dedicarsi a tempo pieno alla pittura. Nel 1996 vince il Sacher festival con "Silhouette". L'anno seguente realizza il suo primo lungometraggio "Terra di mezzo". Lo stesso anno gira un documentario sul pentecostalismo ambientato a New york intitolato "Bienvenido Espirito Santo". Nel 1998 firma insieme a Massimo Gaudioso e Fabio Nunziata la coregia di "Un caso di forza maggiore", e realizza a Napoli un documentario intitolato "Oreste Pipolo fotografo". Sempre nel 1998 realizza "Ospiti" premiato alla Mostra d'arte cinematografica di Venezia. Estate Romana, realizzato nel 2000, e' il suo terzo lungometraggio.

IL FANTASTICO DESTINO DI CANDY
di Maurizio Buttazzo
Italia, 2002, Betacam, 7’, col.
mauriziobuttazzo@tiscali.it

Il film.

Un documentario sulle discariche non rappresenta in sé una denuncia. La concretezza silenziosa delle immagini non basta. E’ necessario suscitare un emozione per generare una consapevolezza, creare il sentimento dell’oggetto. Da questa scelta del narrare e’ nata Candy e il suo favoloso destino. Candy è ovviamente una lavatrice. Il documentario fa parte di un lungometraggio SALE, composto da 13 cortometraggi, progetto ideato da Edoardo Winspeare, della Saietta film, promosso e finanziato dalla provincia di Lecce.

L’autore.

Maurizio Buttazzo nasce nel 1956 in Salento. La sua sfera di attività è la fotografia, in prevalenza reportage. Si è dedicato alla ricerca sul riciclo e alla produzione di complementi d’arredo, esponendo in mostre tematiche a Torino e Milano. Attualmente, oltre a dedicarsi alla fotografia, collabora con la”Repubblica”, redazione di Bari.

FEMMINILE
di Daniela Zarini, percorso teatrale di Nicoletta Vicentini.
Italia, 2000, 12’, col.
scarica il video

Il film.

Chiuse in una stanza di pochi metri quadrati, quattro detenute e due esterne ballano, si raccontano, sognano e dimenticano per poche ore il luogo in cui si trovano. Si percepisce subito il feeling nato tra le ragazze, quelle "interne" e quelle "esterne". C'e' una sorta di complicità e di confidenza, addirittura giocosità. E poi in pochi minuti si entra nel vissuto anche drammatico delle protagoniste che con poche battute e con qualche skech
divengono “personaggi”...
E l'idea dell'uomo ... Il pupazzo a cui dire in faccia la prima cosa che passa per la testa, quella più importante... Un po' di musica e qualche passo di danza, samba. Tutto intorno la prigione... Non si vede, ma si sa. Tutto è li dentro.

FIATAMLET di Armando Ceste
Italia, 2003, colore, 70', Betacam

Film

All’alba di venerdì 24 gennaio 2003 moriva l’avvocato Giovanni Agnelli. Questa morte ci libera dal rapporto odio-amore con il padrone per antonomasia, con la personificazione del capitale: con Agnelli finisce davvero il fordismo, il torinesismo gramsciano della classe operaia. Proprio da qui nasce l’idea di una messa in scena teatrale che, prendendo spunto dall’Amleto di Shakespeare, racconti la fine di un’epoca, ma anche il funerale dell’industria automobilistica e della Fiat, la fine di un modello di lavoro, di produzione di una classe operaia come motore, per più di un secolo, della storia di questa città

Regia

Armando Ceste (Torino, 1942), dopo alcune esperienze di cinema underground (il suo primo cortometraggio, La lezione, è stato presentato al Festival del Cinema Indipendente Italiano nel 1969 a Torino), all’inizio degli anni ‘70 è tra i fondatori del Collettivo Cinema Militante di Torino. Nel corso degli ultimi anni ha realizzato numerosi lavori, alcuni dei quali in collaborazione con l’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico di Roma. È stato direttore artistico del Valsusa Filmfest, festival cinematografico sui temi della memoria storica e della difesa dell’ambiente.

FINE AMORE MAI
di Gruppo audiovisivo del carcere di San Vittore - Davide Ferrario
Italia, 2001, Betacam, 40', col.

Il film

Storie di "affettivita'" nel carcere milanese di San Vittore, tra ironia, comicita', consapevolezza, vulnerabilita' e confessioni. L'arrivo di nuovi detenuti, i ricordi della vita esterna, i rapporti con l'altro e l'altra, l'amore, il matrimonio.

Gli autori

Gruppo audiovisivo del carcere San Vittore.
I detenuti partecipanti alle attivita' del Gruppo vengono qualificati come montatori e operatori cinetelevisivi: non pochi tra questi in seguito trovano occupazione presso tv private.
Davide Ferrario - Casalmaggiore, Cremona 1956.
E' laureato in letteratura Angloamericana. Autore di saggi sul cinema, ha diretto cortometraggi e documentari. Tra i lungometraggi vanno ricordati il suo esordio "La fine della notte", "Tutti giu' per terra" e "Guardami".

THE FOURTH WORLD WAR (LA QUARTA QUERRA MONDIALE) di BignoiseFilm
USA, 2003, colore, 70', miniDV - http://www.bignoisefilms.com/home.htm

Film

La Quarta Guerra Mondiale cerca di tessere le immagini e le voci della guerra che sta accadendo intorno a noi, dalle prime linee delle lotte in Messico, Argentina, Sudafrica, Palestina, Corea, al fronte settentrionale da Seattle a Genova, passando per la Guerra del Terrore di New York e Iraq. Prodotto di oltre due anni di riprese, la Quarta Guerra Mondiale, con la voce narrante di Michael Franti degli Spearhead, è una storia radicale di speranza e connessione umana di fronte ad una guerra che distrugge e frammenta la nostra stessa umanità.

Regia

Big Noise Tactical è un colletivo no-profit di soggetti e soggette che lavorano sui media in tutto il mondo: il loro lavoro è dedicato alla circolazione di immagini rivoluzionarie.
“Non siamo filmamkers" affermano sul loro sito, "siamo ribelli contro il cinismo del capitale in decomposizione”.
Fra le altre cose Big Noise ha prodotto This is what democracy looks like, Seattle 1999 - Zapatista, 1996 - 9.11, 2002.

FUCK YOU ALL. FANCULO A TUTTI
di Fluid Video Crew
Italia, dvcam, 1999, 20'. col..
fluidvideocrew@hotmail.com

Il film.

Ritratto di Glen. E. Friedman, considerato oggi uno dei maggiori fotografi americani delle ultime generazioni. Friedman inizia prestissimo la sua attivita' fotografando, a meta' anni '70, i giovani skaters della scena californiana, documentando gli albori dello skate, in quella Dogtown (West Los Angeles) presto divenuta celebre come il fulcro piu' radicale della scena e dell'evoluzione dello skate.
"Glen E. Friedman e' l'eroe del vaffanculo. La Fluid Video Crew, con questo lavoro, rende omaggio ad un artista, ma soprattutto ad un'epoca ed ad uno stile di vita". (Fluid Video Crew)

Gli autori.

Fluid Video Crew e' un collettivo nato a Roma nel 1995. Ha realizzato circa 50 lavori in video e in pellicola Super8, dalle news di controinformazione per il circuito dei centri sociali alle riprese dei concerti, dalle numerose videoinstallazioni ai documentari sul lavoro nero e minorile e sull'immigrazione, fino ai lavori sull'Albania, sulle bande giovanili e sugli spazi metropolitani.
Attualmente e' in sala il loro primo lavoro su pellicola "Italian Sud Est".

GEU JIP AP/INVISIBLE LIGHT di Gina Kim
Corea, 2003, colore, 76', 35mm

Film

Il Film è diviso in due parti, la prima si svolge prevalentemente in interni, indaga l'intimo quotidiano di Gah-in, una donna che ha una relazione con un uomo sposato, Ju; la seconda è incentrata su Do-hee, la moglie di Ju che scopre di essere incinta da un uomo diverso dal marito e tornata in Corea con un tubetto di pillole anti-abortive, cerca di prendere una decisione. Il ritratto aspro di due donne, la solitudine, la necessità di affermare un'identità che forse non si è ancora trovata a partire dalla materia del corpo.

Regia

Nata a Seoul (Corea) nel 1973, si laurea alla Seoul National University of Fine Arts prima di trasferirsi negli Stati Uniti, a 22 anni. Qui si dedica all'esplorazione del corpo ed alla possibilità di estraniarsene documentando ossessivamente per sei anni la sua vita attraverso dei Video-diari viscerali e intimi. Ottiene diversi premi in tutto il mondo. La commercializzazione del corpo femminile (Ok Man, This is Your World, 1995) e l'isolamento (Morning Becomes Ecletic, 2001) sono i temi delle sue prime opere. Gina Kim-Video Diary, 2002, sul rapporto conflittuale con la madre e Invisible Light, 2003 sono gli ultimi lavori.

GIOVANNA
di Gillo Pontecorvo
Italia, 1955, Betacam, 45’, b/n.

Il film.

Giovanna è una giovane operaia tessile che lotta con le sue compagne per la difesa del posto di lavoro. Il film che ne racconta la storia si ispira a una vicenda realmente accaduta, e le operaie che ne furono protagoniste rappresentano se stesse.
Siamo in Toscana, nei primi anni del 1950. La direzione di una fabbrica tessile decide una serie di licenziamenti. Ma Giovanna e le sue compagne non accettano la decisione padronale e occupano lo stabilimento: non ne usciranno, proseguendo il lavoro, fino a quando i licenziamenti non saranno revocati. E' un'iniziativa che suscita entusiasmi, preoccupazioni, problemi... Per Giovanna uno dei problemi è anche quello dell'incomprensione di suo marito, un operaio comunista, che non capisce e non condivide la decisione presa dalle lavoratrici. La reazione padronale non si fa attendere: viene interrotta l'erogazione di energia elettrica allo stabilimento. Per sopperire alla mancanza di elettricità le operaie cercano di effettuare clandestinamente un allaccio con una fabbrica vicina. E' proprio durante questa operazione che Giovanna ha modo di incontrare il marito e di avere con lui un chiarimento che li riavvicina. Quando l'allacciamento dei cavi con la fabbrica vicina è effettuato, e il ritorno dell'energia elettrica consente la ripresa del funzionamento degli impianti, le operaie riprendono il lavoro, fiduciose in una rapida soluzione della vertenza, consapevoli di aver vinto la loro battaglia.

L’autore.

Nasce a Pisa nel 1919. Corrispondente a Parigi, entra subito negli ambienti cinematografici francesi ed è assistente di Yves Allégret e di Joris Ivens.
In Italia realizza dapprima alcuni documentari (tra cui “Pane e zolfo”) quindi un episodio, Giovanna, del film a più mani “La rosa dei venti” (1956). Il suo primo lungometraggio è “La grande strada azzurra” (1957) che gli vale un premio al Festival di Karlovy Vary. Tra i suoi film piu’ famosi “La battaglia di Algeri” (Leone d’oro a Venezia), “Capò’” realizzato nel 1959. Nel 1969 “Queimada”, dove vengono descritti gli orrori del colonialismo e la rivolta dei popoli oppressi, “Ogro”. Attualmente e’ direttore della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia.

GIRAVOLTE di Carola Spadoni
Italia, 2001, colore, 85', cinemascope - carolaspadoni@hotmail.com

Film

Film d’avventura metropolitana in una baracca sotto un ponte, un mercato delle pulci ed un bar notturno. Luoghi che ospitano storie e personaggi al confine con la contemporanea quotidianità di una città, Roma ai nostri giorni. Victor Cavallo, nomade, romano, è il viaggiatore protagonista.

Regia

Carola Spadoni (Roma) ha studiato cinema al Brooklyn College di New York. Dal 1993 ha partecipato a numerosi Festival internazionali. Nel 1996 fonda la New York Open Cine, un'associazione culturale che organizza proiezioni gratis di film classici e b-movies italiani. Dal 1992 ha realizzato un film, due documentari, sei cortometraggi e due viduoclip. Vincitrice del Premio Giovane Arte Italiana 2003, espone alla 50a Biennale d’Arte di Venezia con l’opera "Dio è morto".

GIUSTIZIA NEL TEMPO DI GUERRA di Fabrizio Lazzaretti
Italia, 2004, colore, 87', Digitalbeta

Film

Settembre 1995, Giacomo Turra, un ragazzo di Padova muore a Cartagena de Indias in Colombia. Il caso viene archiviato come overdose da cocaina, ma prove e autopsia rivelano un’altra storia: Giacomo Turra è stato brutalmente ucciso da cinque poliziotti. La tragedia di Giacomo diventa l’inizio di un viaggio attraverso la Colombia: Alvaro Uribe, l’attuale presidente del paese, in connessione con gruppi paramilitari, promuove un nuovo modello di stato di polizia. La guerra di più di 50 anni fra paramilitari e guerriglia sembra non aver fine. Nel tempo di guerra, come i Colombiani sanno troppo bene, la vita umana è solo il prezzo della vittoria.

Regia

Nato a Roma nel 1966. Dal 1984 al 1994 ha lavorato come cameraman free-lance in Inghilterra -Stati Uniti- Italia. Dal 1995 ha diretto e prodotto vari documentari in differenti paesi quali Birmania, Tailandia, Vietnam, Siria, Iraq, Iran, Pakistan, Afghanistan. Il suo documentario Jung- in the land of the Mujaheddin co-diretto con Alberto Vendemmiati ha vinto diversi premi internazionali incluso il Silver Wolf all’ IDFA (International Documentary Festival Amsterdam) 2000. Ha diretto 16 puntate della serie Report di RAI3 con Milena Gabanelli. Fra il 2001 e il 2003 ha diretto Afghanistan 1380, Socialmente Pericolosi. Attualmente sta lavorando a due progetti di fiction e ad un nuovo documentario sulla realtà italiana e uno sulla Palestina.

GLADIATORI di Maria Martinelli
Italia, 2000, colore, 75', 35mm

Film

“Quella del regista o dell’attore hard è una professione continuamente in bilico tra lavoro e coinvolgimento personale. Nella costante ricerca di una nuova etica, di una morale diversa che spieghi le ragioni di una scelta complessa, di un lavoro estremo, le domande s’infrangono, lasciandoci in questo sottile equilibrio, dispersi e sospesi tra i mondi”. (Maria Martinelli).

Regia

Vedi Carne da macello.

GUERRA di Pippo Delbono
Italia, 2003, colore, 61', Betacam - www.hfilms.net

Film

Nel gennaio 2003, la compagnia teatrale di Pippo Delbono ha attraversato Israele e Palestina per mettere in scena la pièce teatrale Guerra, ideata e diretta da Delbono. Guerra è il bisogno di rappresentare la vita che nasce dalla marginalità e la gioia che può nascere dalla sofferenza e dalla diversità. Questo progetto teatrale e culturale si è trasformato in un film documentario su ciò che è accaduto nei teatri e nelle città, sulla scena e nella vita reale. Il film ha vinto il David di Donatello 2004 per il miglior documentario.

Regia

Pippo Delbono (Varazze, 1959) inizia gli studi teatrali in una scuola tradizionale che abbandona dopo l’incontro con l’attore argentino Pepe Robledo. Fondamentali nel suo percorso formativo sono, negli anni Ottanta, l'incontro con il Gruppo Farfa di Iben Nagel Rasmussen e quello con Pina Baush. Con Barboni vince il premio speciale Ubu 1997 e il premio della critica nel 1998. Attraverso Guerra e il più recente Esodo, Delbono prosegue l’avventura umana e artistica con le persone che costituiscono la sua compagnia. Nell’ultimo lavoro, Gente di plastica, un universo visivo esuberante si fonde con la carica revulsiva della musica rock e del testamento poetico di Frank zappa e Sarah Kane. Nel 2000 compare in un cameo nel film L’albero delle pere di Francesca Archibugi nel ruolo di Toni. Guerra, presentato a Venezia, segna il suo debutto alla regia cinematografica.

LA GUERRA DI ANTONIETTA
di Bruno Oliviero - Alessandro Abate
Italia, 2002, Beta, 58', col.

Il film

Migliaia di persone occupano le case a Ponticelli.

LA HABANA HOY
di Cecilia Ricciarelli - Diego Malquori
Italia, 2001, dv, 29', col.

Il film

La vita dell'Avana e della sua gente e' raccontata in sedici frammenti o variazioni che formano gli elementi di un'unica partitura. Alcune sono delle storie che racchiudono il senso della fantasia e della capacita' d'inventiva di una vita sospesa tra la lotta per la Rivoluzione e quella per la sopravvivenza. Altre sono interviste con artisti, intellettuali, gente di strada, attraverso le quali s'intravede il legame di ognuno con questa citta'. Altre, infine, sono dei collage d'immagini che non hanno bisogno di parole.

Gli autori.

Cecilia Ricciarelli (Roma, 1968), laureata in lettere all'Universita' di Roma con una tesi su "Vasco Pratolini e il cinema", sta terminando a Parigi una tesi sul "Cinema cubano dopo la Rivoluzione". Ha passato oltre tre mesi a Cuba nel 1997 e nel 2000, svolgendo ricerche presso l'ICAIC e la EICTV. Ha pubblicato alcuni articoli sul Cinema Cubano per le riviste Kinescopio (Colombia). l'Avant-Scene cinema (Francia) e prossimamente Latinoamerica (Italia).
Diego Malquori (Perugia, 1968) ha lavorato come ricercatore nel campo dell'astrofisica in Italia, Francia, India, Israele ed attualmente in Messico. Con Cecilia condivide da diversi anni il lavoro di ricerca sul Cinema Cubano, avendo collaborato alla preparazione e alla realizzazione di oltre 18 ore di interviste a numerosi cineasti cubani.
La Habana Hoy e' per entrambi la prima esperienza come autori e registi di un documentario.

HONG KONG (HKG) di Gerard Holthuis
Olanda, 1999, b/n, 13', 35mm - info@filmstad.com

Film

Nel 1998 viene chiuso l'aereoporto Kai Tak nel centro di Hong Kong. Avere a che fare con Kai Tak era un’esperienza unica per i passeggeri. “Si poteva leggere il giornale in strada” dichiara un passeggero. Hong Kong (HKG) è una pellicola sull’avvicinarsi e il passare a bordo di un aereo nel mezzo di una città. Un’osservazione alla fine del secolo.

Regia

Gerard Holthius è un regista e un produttore indipendente.

IMAGINE
di Espera-Espera produzioni Cuba, 2002, DV, 11’, col.

Il film.

A La Habana, in un parco, seduto su una panchina, un vecchio discute sul tempo che passa con il suo amico John Lennon, (una statua di bronzo a misura d’uomo). E chiacchierando chiacchierando….

IMPERO (IN GOD WE TRUST) di Cane CapoVolto
Italia, 2003, colore, 31', miniDv - canecapovolto@ngweb.it

Film

I dopoguerra ed il Nuovo Ordine Mondiale raccontati per mezzo di documentari, film di guerra e di propaganda, fotografie. Waco, Oklahoma City, l'11 Settembre, la guerra al terrorismo e le leggi speciali, l' «Altra America» e la distruzione dei 10 emendamenti.
“Impero nacque dall'esigenza di coniugare controinformazione e rigore giornalistico, approfondendo l'operazione già iniziata con i falsi spot radiofonici di «Iraq 2 special edition», «death for sale» (in inglese) e «the black mirror of democracy» (in inglese).(Cane CapoVolto)

Regia

Il lavoro di Cane CapoVolto ha superato i dieci anni di vita. Il collettivo cine-artistico catanese (Alessandro Aiello e Enrico Aresu), fu fondato nel 1992 sul modello della confraternita filosofica. L'attitudine artistica di Cane CapoVolto, sin dagli inizi, ha seguito le tracce del Dadaismo e del Situazionismo, realizzando cortometraggi in super-8 (anche in reazione alla retorica dell'estetica super-8) con il progetto video Plagium, basato sul riutilizzo dell'Informazione visiva, letteraria e sonora. Tale indagine fu successivamente estesa al Radiodramma (genere all'interno del quale venne privilegiato l'orientamento di "film-acustico").

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
di Valia Santella
Italia, 2001, DigitalBeta, 29', col.

Il film.

Claudio Foschini ha 52 anni e ne ha trascorsi 27 in carcere: "ragazzo di vita", nato in una baracca e cresciuto nella periferia romana, e' approdato alla criminalita' con naturalezza, quasi per gioco. Ha vissuto sulla sua pelle l'esplosione di un mondo che non esiste piu', la diffusione dell'eroina, la fine di un soggetto sociale e la scrittura e' diventata per lui l'unica via di fuga.
Tratto dal libro di memorie di Claudio Foschini "In nome del popolo italiano".
Lo sguardo di Claudio Foschini, ironico e commosso, ha attraversato con passione e dolore fli ultimi cinquanta anni e ce li restituisce tutti, senza pudore". (Valia Santella)

L’autrice.

Valia Santella (Napoli, 1965) ha iniziato a lavorare in teatro nel 1984. Dal 1990 svolge l'attivita' di segretaria di edizione ed aiuto regista collaborando con molti registi italiani, tra i quali Mario Martone, Nanni Moretti, Pappi Corsicato, Silvio Soldini, Daniele Lucchetti, Antonio Capuano e Carlo Cecchi. Nel 1995 partecipa al Festival Cinema Giovani di Torino con il cortometraggio "H.C." e nel 1996 con il cortometraggio "Lettera".

INTERVENTO DIVINO
di Elia Suleiman
Francia-Marocco-Germania, 2002, 35mm, 92’, col.

Il film.

Sulla scia di Samuel Beckett e Buster Keaton, di Jacques Tati e Nanni Moretti, “Intervento divino”, Premio della Giuria al Festival di Cannes 2002, girato nel calderone israelo-palestinese, filtra lo sguardo della macchina da presa con la lente dell’assurdo. Laddove assurdo e realtà si confondono quotidianamente, tra posti di blocco e carri armati, filo spinato e kalashnikov, tensioni sull’orlo dell’esplosione e routine quotidiana.

L’autore.

Nato a Nazareth nel 1960, il regista e attore Elia Suleiman è vissuto a New York dal 1981 al 1993 e in quel periodo è stato invitato spesso come conferenziere in numerose università, istituzioni artistiche e musei. Durante il suo soggiorno negli Stati Uniti ha realizzato i suoi primi due corti, “Introduction to the End of an Argument” e “Homage by Assassination”, che hanno ricevuto numerosi premi. L’insieme del suo lavoro gli è valso anche un Rockefeller Award. I suoi saggi e i suoi articoli sono stati pubblicati in inglese, arabo e francese. Nel 1994 Elia Suleiman si è trasferito a Gerusalemme, con l’incarico, da parte della Commissione Europea, di creare un Dipartimento Cinema e Comunicazione alla Bir Zeit University. Nel 1996 ha girato il suo primo lungometraggio di fiction, “Chronicle of a Disappearance”, che ha ricevuto il premio per la miglior opera prima al Festival di Venezia. “Intervento Divino” è il suo secondo lungometraggio.

INTERVISTA CON HABIBA
a cura del Martedi Autogestito da femministe e lesbiche
Italia, 2001, dv, 10', col.

Il film

Questo video e' l'intervista ad una donna afgana Habiba Sarawi, rappresentante dell'HAWCA (Humanitarian Association for Women and Children of Afghanistan). Nata come trasmissione radiofonica, l'intervista e' diventata un video al fine di renderne piu' facile la divulgazione. Contiene immagini recentemente girate in Afghanistan. Il montaggio e' a cura di candidaTV.

Le autrici.

Il Martedi Autogestito e' una trasmissione radiofonica che va in onda dagli 87.900fm di Radiondarossa tutti i martedi dalle h.17 e da sette anni si occupa di cultura, politica, musica e quant'altro con un'ottica di genere.

IST GUT JETZT
di Frank Nesemann
Germania, 2000, 23’, colore
i.eyting@t-online.de

Il film.

Tim ed i suoi amici picchiano malamente un uomo di colore. Tim vive con la sua adorata mamma che gli confida di avere una nuova storia d’amore. Naturalmente vuole che Tim lo incontri. Durante questo incontro, scoprono che la persona è l’uomo che Tim e la sua gang hanno brutalmente aggredito.Quando i suoi amici lo vengono a sapere, lo mandano a “completare il lavoro”. Avrà il coraggio di farlo? oppure riscoprirà i valori della vita?

L’autore.

Frank Nesemann è nato a Dusseldorf in Germania nel 1970. Ha frequentato numerosi corsi di cinematografia in Germania ed alla New York Film Academy. Nel 1991 ha vinto l’Art Directors Club Deutschland e nel 1996 il premio IBM, Leonardo da Vinci.

ITALIAN SUD EST di Fluid Video Crew
Italia, 2003, colore, 109', 35mm – http://www.fluidvideocrew.com/

Film

Venti personaggi fuori dell’ordinario percorrono la provincia di Lecce a bordo dei treni della Sud Est, la ferrovia locale ormai quasi in disuso. Tre giorni di vite, racconti, speranze. Un affresco corale e onirico lungo la storia e i luoghi di una terra in perenne transito, in un viaggio delirante e poetico tra modernità e tradizioni, Nord e Sud, realtà e finzione. Le Ferrovie del Sud-Est: otto linee per 473 Km di binari. Settantasei fermate in un secolo di caratteristiche e ormai desuete architetture ferroviarie, sono lo sfondo quotidiano di merci e vite in transito. E mentre i treni rincorrono le loro fermate, i passeggeri restituiscono il presente dell’estremo Sud-Est italiano, con i ritmi le e aritmie di strade perdute.

Regia

Fluid Video Crew, realtà di produzione audiovisiva nata a Roma nel 1995. Teorici e sperimentatori del «basso-costo», assertori convinti dell’unicità e dell’irripetibilità del «momento documentaristico-cinematografico» e del continuo evolversi dell’opera filmica, scelgono la strada della realizzazione collettiva. Hanno realizzato circa cinquanta lavori in video e in pellicola S8, dalle news di contro-informazione per il circuito dei centri sociali alla documentazione della scena contro-culturale internazionale, dalle numerose video installazioni (vere e proprie esperienze psico-attive) ai documentari sul lavoro nero e minorile, sull’immigrazione, sull’Albania, sulle bande giovanili e sugli spazi metropolitani, fino ai lavori più recenti sui popoli indiani dell’Alaska, sui pescatori del Sud Italia e sul mondo del calcio. Vincono nel 1997, come migliore opera, il Festival Internazionale di Cortometraggi e Nuove Immagini Arcipelago di Roma con il documentario Shquiperia-Albania e nel 2001 si aggiudicano il premio come migliore film ai Festival Merano Tv Festival e al Milano Film Festival con il documentario I Fantasisti - Le vere storie del calcio Napoli. Italian Sud-Est è il loro primo lungometraggio cinematografico.

IT’S NOT ME; IT’S NOT YOU
di Davide Sordella
Italia-UK-Israele, 2002, 35mm, 11’, col.
dsordella@hotmail.com

Il film.

Un fotografo sta facendo una fotografia in una normale giornata a Israele.
Scopriamo chi c’è dietro quell’immagine: un barman palestinese e una donna soldato israeliana. Un mistero: cosa c’è dentro la borsa dell’uomo? Fa qualche differenza?

L’autore.

Davide Sordella inizia a studiare documentario in Italia con Daniele Segre. Terminati gli studi si trasferisce in Bolivia, dove insegna video e gira numerosi documentari. Dopo sei anni in America Latina decide di tornare in Europa e termina gli studi di Cinema alla London International Film-School, dove dirige tre cortometraggi. Attualmente sta lavorando come sceneggiatore di un lungometraggio.

JENIN JENIN
di Mohamed Bakri
Territori palestinesi, 2001, 53’, Betacam, col.

Il film.

La storia degli abitanti del campo di Jenin, durante e dopo l’ultima l’invasione israeliana; i suoi effetti sulla vita e lo spirito degli abitanti palestinesi.

KEEP THE CHANGE/QUEDATE CON EL CAMBIO di Beth Miranda
USA, 2002/2003, colore, 15', miniDV

Film

E' il ritratto di Emiliano, un giovane immigrato dal Messico che lascia la casa e la famiglia in cerca di denaro, determinato a risolvere la sua vita nella città di New York. Quella che scopre è una realtà dove è sovraccaricato di lavoro e sottopagato. E anche se rimane determinato e speranzoso, giorno dopo giorno, viene a scontrarsi con i problemi della nostalgia, della disillusione e di un futuro incerto.

Regia

Beth Miranda sta concludendo il nuovo programma MFA in Arti Mediatiche Integrate all'Hunter's College a New York City, dove concentra le sue attività sulla scrittura e realizzazione di documentari. Lavora anche al Dipartimento di Hunter's Film and Media come docente aggiunto. Negli ultimi due anni ha girato video, facendo volontariato e viaggiando attraverso il Messico e l’America centrale, esplorando le problematiche dell'immigrazione della globalizzazione, della riforma agraria e dei media alternativi.

LOVE IS NOT A SIN (ZHONGYI WU ZUI) di Doug Kin-tak Chan
Hong Kong/Macau, 2002, colore, 83', miniDV

Film

Due ragazze passano tutta la loro adolescenza a Macao. Una delle due crede di vedere un fantasma nell’appartamento dell’amica, che spia continuamente con una piccola telecamera. Tra le due ragazze nasce un rapporto molto intenso ai limiti del morboso, fino a quando una parte in Australia per terminare gli studi. Al ritorno ritrova l’amica e le dice di essersi sentita spesso al telefono con il fratello, fino ad instaurare con lui una sorta di relazione amorosa. Il fratello dell’amica, però, è morto da anni, e forse è proprio lui il fantasma che era apparso tanti anni prima nel video. Forse il fratello dell’amica non è mai esistito, forse è stato solo un’ossessione per tutta la sua vita. Le due ragazze hanno finalmente un rapporto d’amore, coronamento di un’amicizia sempre molto ambigua. Quando torna in Australia, però, la ragazza rivede il video e si ricorda di una cosa: un segreto che tanti anni prima le due amiche avevano giurato di mantenere ad ogni costo.

Regia

Ha studiato a Macao, Hong Kong e in Canada. Ha lavorato alla sezione "Telefilm" della TVB Hong Kong e come scrittore e assistente alla regia dell'industria cinematografica. Nel 1993, ha diretto il suo primo lungometraggio.

LUNA ROSSA
di Antonio Capuano
Italia, 2002, 35mm, 116', col.

Il film.

Un film come struttura chiusa, nero come una pantera, rosso come la luna che illumina il sangue. Un film in una scatola che nasconde una scatola, dove tutto cio' e' fuori resta fuori, mentre il dentro marcisce. (...) Gli uomini devono imparare le regole della sopravvivenza, dice Toni, fottere e' la prima regola, uccidere e' la seconda, il resto sono chiacchiere. Questi autorevoli deliri sono il costante riferimento etico di una condizione il cui centro e' niente altro che il potere criminale (...).

L’autore.

Antonio Capuano (Napoli, 1940) unisce all'attivita' di regista cinematografico, teatrale e televisivo, quella della pittura e della scenografia. Vive e lavora prevalentemente a Napoli, dove e' titolare della cattedra di scenografia presso l'Accademia delle Belle Arti. Esordisce nel cinema nel 1991 con "Vito e gli altri", tratto da una sua scenografia vincitrice del premio Solinas nel 1988 e premiato a Venezia con il premio internazionale della critica. Il suo secondo lungometraggio "Pianese Nunzio, 14 anni a maggio", e' del 1996. Nel 1997 gira l'episodio "Sophialoren" del film "I Vesuviani", firmato da un gruppo di registi napoletani. Nel 1998, infine, presenta al festival di Locarno "Polvere di Napoli".

LOCALS
di Ismail Habbash
Palestina, 2002, Betacam, 54’, col.

Il film.

Film girato dal camera team di Nile News durante l’occupazione di Ramallah nell’aprile 2002.Una riflessione su ciò che succedeva fuori dallo studio televisivo e come ci si sente a vivere imprigionati dai carri armati.La tragicità si mescola con leggera ironia e diventa un appello contro la guerra e l’occupazione.

LU RUSCIU TE LU MARE
di Fluid Video Crew
Italia, 2000, dvcam, 38', col.
fluidvideocrew@hotmail.com

Il film.

Lu Rusciu te lu Mare ovvero il Rumore del Mare e' la narrazione di una delle possibili storie della citta' di Gallipoli. Siamo in un luogo sospeso tra isola e terra ferma, in una sincronia di voci e di venti che sussurrano storie lontane ancora presenti. La citta' vecchia vive di antichi mestieri, di processioni e di memorie, fra quelle mura vivono i pescatori, le loro famiglie e i loro ricordi. La storia di Gallipoli e del suo mare l'hanno fatta loro, ai pescatori e al loro tempo n'e' affidata la narrazione.
"Sono stato una vita sparpagliato in mezzo al mare, in mezzo alle nebbie, in mezzo agli uragani, in mezzo al caldo, in mezzo al freddo...facendo queste cose ti accorgi che la vita e' importante, e' tutto, e' bella ma anche niente". (Luciano Bianco detto Ciano Valardi)

Gli autori.

Fluid Video Crew e' un collettivo nato a Roma nel 1995. Ha realizzato circa 50 lavori in video e in pellicola Super8, dalle news di controinformazione per il circuito dei centri sociali alle riprese dei concerti, dalle numerose videoinstallazioni ai documentari sul lavoro nero e minorile e sull'immigrazione, fino ai lavori sull'Albania, sulle bande giovanili e sugli spazi metropolitani.
Attualmente e' in sala il loro primo lavoro su pellicola "Italian Sud Est".

LAS MADRES: THE MOTHERS OF PLAZA DE MAYO di Lourdes Portillo
Messico,1985, colore, 60’, Betacam - http://www.lourdesportillo.com/

Film

E' uno dei primissimi documentari che raccontano la storia delle donne che, manifestando tutte le settimane a Plaza de Mayo, Buenos Aires, hanno testimoniato davanti al mondo il dramma dei desaparecidos della dittatura argentina, mantenendone viva la memoria. Risultato di tre anni di lavoro in collaborazione con la scrittrice e regista Susana Munoz, questo documentario ha ricevuto una nomination all’Oscar come miglior documentario nel 1985 ed ha vinto moltissimi premi tra cui il premio del pubblico al Festival International de Creteil (Paris) e il premio come miglior film al Global Village Documentary Film Festival (New York).

Regia

Lourdes Portillo ha cominciato ad occuparsi di cinema a soli 21 anni e si è laureata al San Francisco Art Institute. Scrittice, regista, produttrice, è, come ama definirsi, “messicana di nascita e chicana d’identità”. Durante la sua quasi trentennale carriera ha centrato la sua ricerca artistica sull’identità latina ricorrendo a molteplici forme narrative: dalle produzioni per la televisione ai documentari, dalla video-satira alle performances. La regista ha esordito nel 1978 con il documentario Despues del Terremoto, che raccontava le vicende dei rifugiati nicaraguensi a San Francisco.

MARIA JESUS di Gianluca e Massimiliano De Serio
Italia, 2003, colore, 12' 48'', 35mm - gianludes@yahoo.com

Film

La vera storia di Maria Jesus, (interpretata da se stessa), donna peruviana immigrata in Italia, cade nelle mani dei trafficanti.

Regia

Massimiliano e Gianluca De Serio, gemelli, sono nati a Torino nel 1978. Massimiliano è laureato in Storia della Critica d’Arte, mentre Gianluca in Storia del Cinema al DAMS di Torino. Dal 1999 realizzano cortometraggi e documentari, alcuni dei quali hanno vinto premi a livello nazionale e partecipato a numerosi festival internazionali. Gianluca ha frequentato un workshop della Scuola Holden di Torino con il regista iraniano Abbas Kiarostami, mentre Massimiliano frequenta un Master in Arte contemporanea presso l’Università di Torino e il Castello di Rivoli.

MASHA MUM di Michal Bukojemski
Polonia, 2003, colore, 35', Betacam

Film

Il tema del film è la maternità in una famiglia lesbica. Due giovani donne occidentali che vivono a Mosca desiderano avere un bambino. Un loro bambino. Quanto è difficile... Riusciranno nell'impresa?

Regia

Giornalista, sceneggiatore, operatore e regista di documentari, Michal ha lavorato alla Warsaw Documentary Productions e ha realizzato servizi televisivi dalla Russia per la American ABC News Company. Dal 1996 è diventato produttore indipendente. Ha lavorato come cameraman a più di cento film, ha diretto due serie di documentari e sei film per la TV polacca.

LE MILLE E UN CANCELLO
di Daniela Zarini, percorso teatrale di Nicoletta Vicentini.
Italia, 2001, Betacam, 11’, col.

Il film.

Casa Circondariale di Rovereto. E’ una favola, una storia a lieto fine ambientata in un Harem. Ci sono tutti: le schiave, l'amico complice, lo sceicco e i suoi scagnozzi e la voglia di evadere. Le ragazze che hanno deciso di partecipare al progetto del video volevano scrivere e raccontare una storia. Siamo partite da lì, dallo scrivere una piccola sceneggiatura per arrivare a girarla, mantenendo il nostro stile propositivo e cercando di integrare e superare i limiti imposti dal carcere, limiti di tempo, di spazio e di materiali.

LA MORT EN EXIL
di Ayten Mutlu Saray
Svizzera, 2001, 35mm, 26’, col.

Il film.

Khalil,detenuto in una prigione, attende l’espulsione. Le tappe: domanda di asilo politico, detenzione in attesa di essere espulso, morte all’aeroporto.

L’autore.

Ayten Mutlu Saray (Turchia, 1969) ha studiato giornalismo e scienze della comunicazione all’Università di Friburgo tra il 1993 e il 1997. Successivamente ha seguito i corsi di etnologia e scienze delle religioni sia a Friburgo che a Berlino. Tra il 1994 e il 1996 compie degli stage di giornalismo in Svizzera e Turchia. Nel 1997 segue a Berlino un corso da operatore e sceneggiatore cinematografico. Nel 1999 si è iscritto alla Scuola Superiore d’Arti Visive di Ginevra.

MY MCQUEEN di Lourdes Portillo
Messico, 2003, colore, 17’, Betacam

Film

Presentato all’ultima mostra del cinema di Venezia nella sezione nuovi territori, il cortometraggio è il frutto del sodalizio tra Luordes e Kyle Kibbe, direttore della fotografia con cui la regista lavora da lungo tempo. Protagonisti sono loro stessi ripresi mentre conversano sull'impatto di Bullit su San Francisco e sulla figura di Steve McQueen come modello di mascolinità.

NAJI AL ALI - UN ARTISTA VISIONARIO
di Kasim Abid
Libano-Egitto, 1994, Betacam, 50’, col.
kasim@labid.fsnet.co.uk

Il film.

Documentario sul caricaturista Naji Al-Ali, l’inventore di “Handala”, che con le sue vignette diede un volto alla lotta del popolo palestinese. L’assassinio del leggendario fumettista palestinese rimane ancora un crimine irrisolto. Questo documentario d’inchiesta da però delle indicazioni importanti a riguardo. Girato in Libano, Inghilterra e Palestina indaga sulla vita e opera dell’artista attraverso interviste con famosi giornalisti arabi, amici di Naji al-Ali e la sua vedova Widad.

THE NEW FLOWERS OF BEIJING
di Lisa Partby
Italia, 2002, Vhs, 26’

Il film.

Il Punx non è morto, Bejing 2001. Xiao Rong è appariscente quando cammina per strada. La sua capigliatura leopardata è differente da quella di chiunque altro. Intorno a lui i vecchi quartieri sono stati buttati giù e rimpiazzati con nuovi grattacieli. I cambiamenti sono veloci ed è difficile restare tranquilli. Ma Xiao Rong non vuole cambiare il mondo, vuole solo restare se stesso.
Wang Yue vuole suonare la sua musica e vivere la sua vita. I nuovi fiori di Bejing è un breve documentario sul movimento punk cinese e sull’importanza di esprimere se stessi in un società collettivista.

L’autrice.

Nata a Stoccolma nel 1975. Ha studiato come produttrice di documentari al Nordiska Folkhögskolan Biskops-Arnö e si è laureata come regista di documentary al Dramatiska Institutet nel 2001. Ha diretto diversi documetari tra cui “Great Ass” e “En lever at herr Bergman” (2003)

NISANSALA LA TRANQUILLA
di Elisabetta Lodoli
Italia, 2002, Betacam, 18’, col.
biancafilm@flashnet.it

Il film.

Ritratto di una ragazza di 17 anni, Nisansala, dello Sry Lanka che da circa tre anni vive a Roma dove con la madre ha raggiunto il padre, immigrato da lungo tempo. La ragazza è alle prese con la complessa e contraddittoria condizione della propria identità, sospesa tra il radicamento ed il distacco rispetto al suo paese di provenienza.

L’autrice.

Elisabetta Lodoli è laureata in storia e filosofia presso l’Università di Bologna ed ha conseguito un Master in regia cinematografica e televisiva presso CALARTS di Los Angeles (1988-Fullbright).
Ha diretto nel 1996 “La venere di Willendorf”, nel 1988 “Off Season”, nel 1998 la regia televisiva di “Più leggero non basta”, “Lui e lei” e “Stiamo bene insieme”. Nel 1991 il documentario “La pace a due voci”.

N JUDAH 5:30 di Sam Grenn
USA, 2003, colore, 3', Betacam

Film

Un tragitto sexy di un treno per le vie di San Francisco.

NORG PÅ LANGS - A NORD DI ME STESSO
della Fluid Video Crew
Italia, 2002, Betacam, 52’, col.
fluidvideocrew@hotmail.com

Il film.

La scalata, in solitaria, di Ario Sciolari lungo i tremila chilometri della catena montuosa norvegese. Un avventura di quattro mesi nel cuore dell’inverno artico attraverso le montagne più selvagge e isolate d’Europa, alla ricerca di un contatto intenso con la natura. Compagni di questa avventura sono i suoi cuccioli di lupo nati e cresciuti con lui nei boschi delle Dolomiti, Mohok e Chinook che, loro malgrado, dovranno abbandonare Ario causando un’ improvvisa interruzione della traversata e lasciandolo in profonda solitudine. L’altra inseparabile amica di viaggio è la telecamera con cui l’alpinista si autoriprende e che in poco tempo assume quasi un ruolo di confidente facendolo sentire meno solo nella difficile prova.

Gli autori.

Fluid Video Crew e' un collettivo nato a Roma nel 1995. Ha realizzato circa 50 lavori in video e in pellicola Super8, dalle news di controinformazione per il circuito dei centri sociali alle riprese dei concerti, dalle numerose videoinstallazioni ai documentari sul lavoro nero e minorile e sull'immigrazione, fino ai lavori sull'Albania, sulle bande giovanili e sugli spazi metropolitani.
Attualmente e' in sala il loro primo lavoro su pellicola "Italian Sud Est".

LA NOTTE DI TOTO' - AUTORITRATTO DI UN TERRORISTA A PEZZI di Guido Votano
Italia, 2003, colore, 40’, Betacam

Film

Totò è Salvatore Cirincione, nato a Marsala 48 anni fa, “esiliato in Francia perchè negli anni ‘70 e ‘80 avevo deciso che bisognava rivoltarsi contro lo Stato italiano”. Per tirare avanti Totò inizia a lavorare prima dell’alba. Racimola pesce, verdura ed altri alimenti dalle benne dei rifiuti dei mercati generali di Lione, li seleziona e li porta via col suo camioncino quasi frigorifero, per poi rivenderli a qualche ristoratore compiacente. Totò è stato un militante di Azione Rivoluzionaria, un rapinatore, un manovale del brigatismo italiano, non un leader, certo non un ideologo. Oggi è rimasto solo, malato e sconfitto, eppure ancora legato al suo ricordo un pò patetico del sogno di una rivoluzione di massa. Arrestato la prima volta in Italia nell’’80, processato e condannato per banda armata, rapina e sequestro di persona, Totò nell’85 approfitta degli arresti domiciliari per motivi di salute e ripara in Francia, dove però lo riarrestano. Sfugge all’estradizione ma rientra da solo in Italia nel ‘90. Due anni dopo è arrestato di nuovo a Milano. Ancora una volta ottiene i domiciliari per motivi di salute e ne approfitta per passare la frontiera. Da alcuni anni è a Lione, al riparo dalle pendenze con la giustizia italiana. Afferma che vorrebbe rivedere la sua Marsala, ma se rientrasse in Italia finirebbe di nuovo dentro.

Regia

Guido Votano è nato a Roma nel 1961. E’ giornalista, film-maker, autore radio e tv. Ha lavorato a lungo nella redazione di EuroNews, a Lione, come responsabile del servizio italiano. Ha collaborato tra gli altri con L’Espresso, Il Foglio, Radio 24, Radio e Televisione Svizzera Italiana, Radio Radicale, RAI, L’Europeo, Reporter, Nigrizia.

OFFICINE REGGIANE di Mauro Morbidelli
Italia, 2003, colore, 55', Betacam

Film

Articolato in quattro capitoli, il documentario è un viaggio all'interno della comunità operaia delle officine Reggiane di Reggio Emilia che racconta e ragiona di una strage, avvenuta davanti ai cancelli della fabbrica il 28 luglio 1943, a soli tre giorni dalla caduta del fascismo. Al centro della narrazione i faticosi percorsi di una memoria difficile e contraddittoria, che passa dalla volontà di ricordare dei protagonisti, a periodi di oblio e rimozione dovuti alla difficolta di collocare l'episodio, che resta un indizio emblematico della continuità delle istituzioni italiane in quella drammatica fase di passaggio dal fascismo all'antifascismo.

Regia

Mauro Morbidelli è regista, saggista e studioso degli audiovisivi come strumenti di comunicazione e fonti per lo studio della storia contemporanea. Ha realizzato rassegne audiovisive, CD-ROM e documentari, fra i quali: Bruno Munari e il gioco dell'arte (1993) I giorni dell'R60 (2001), ed è stato autore del ciclo di documentari Vuoti di memoria per conto di RAI Educational (2002) nell'ambito del quale ha realizzato le biografie di Gino Martinoli, Giulio Maccacaro, Danilo Dolci, Giuseppe De Santis e Bruno Munari.

OUT: THE MAKING OF A REVOLUTIONARY
di Collins Rhonda e De Vries Sonja
USA, 2000, 60' , col.

Il film.

Cresciuta in una famiglia ebrea liberale di tendenze socialiste negli anni del Maccartismo, Laura Whitehorn prese alla lettera il contenuto del Trattato di Norimberga che chiamava i cittadini ad agire concretamente contro un governo che commettesse ingiustizie ed atrocità. I 14 anni di prigione scontati per aver fatto parte del gruppo che pose una bomba al Senato USA nel 1983, hanno confermato le opinioni e le posizioni di questa prigioniera politica, amica anche di Silvia Baraldini. Nel corso del suo impegno totale nel movimento per i diritti civili dei neri americani e nel femminismo, Laura Whitehorn ha dovuto combattere ulteriori lotte a causa del suo lesbismo all'interno di una Sinistra spesso omofoba. Artefice delle prime manifestazioni e occupazioni lesbiche radicali, Laura Whitehorn è un personaggio lucidamente coerente che ha rinunciato alle fondamentali libertà in nome di una causa.

PAPAYONI. CREATURA IMMORALE
di Cristina Vuolo e Federica Tuzi
Italia, 2002, Betacam, 30’, col.
strikefp@webzone.it

Il film.

Nepal, valle di Kathmandu. Uno sguardo di genere sul luogo e i suoi abitanti, soprattutto sulla condizione della donna e sulla sua discriminazione sociale e religiosa. La lettura di due donne occidentali, il racconto di un incontro con una cultura, i suoi valori, le sue tradizioni, religioni, rituali, filosofie di vita. Un viaggio intrapreso per documentare le attività di un consultorio avviato da AIDOS, Associazione Italiana Donne e Sviluppo, Ong che lavora nell'ambito della Cooperazione internazionale. Al seguito delle operatrici entriamo in contatto con l'estrema indigenza della popolazione. In una stamberga maleodorante, stesa da due mesi su un giaciglio di stracci, una donna con un arto fratturato non ha i soldi per curarsi. In un'altra casa incontriamo Bimala, affetta da crisi maniacodepressive. Dopo la terapia somministratale al consultorio le crisi sembrano essersi diradate ma la famiglia si lamenta perché Bimala non fa niente tutto il giorno, sorride e basta, e invece dovrebbe andare a lavorare come tutte le altre donne. Forse è il suo modo del tutto personale di ribellarsi alla sua condizione di donna nepalese.

Le autrici.

Cristina Vuolo, filmaker, ha lavorato dalla metà degli anni Novanta a numerosi cortometraggi, opere di videoteatro e documentari, vincendo numerosi premi e riconoscimenti. In particolare con “Se la mia amica entrasse” ha vinto il primo premio al FilmFestival Immaginaria nel 1996.
Federica Tuzi, dopo anni di soggiorno negli states, ha partecipato a diverse esperienze di politiche e di riflessione sul lesbismo e sulle identità sessuali, lavorando per anni per il Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli e partecipando alle esperienze dei gruppi “Orma Nomade” e “La giungla dei frutti rubini”. Ha, inoltre, organizzato alcune mostre d’arte su questi temi.
Insieme hanno realizzato, tra le altre cose, il documentario sulla sessualità lesbica in Europa, Africa e America “Are you greedy” (2000), attualmente in concorso in numerosi festival, e “Quando tutte le persone del mondo” (2001), documentario ufficiale del World Pride Roma 2000.

PASSANO I SOLDATI
di Luca Gasparini
Italia, 2001, Betacam, 58’, col.
indigo.film@tiscalinet.it

Il film.

Attraverso le interviste a Revelli, Rigoni Stern e alcuni amici di Carlo Gasparini, padre del regista, le immagini del viaggio in Russia e inediti materiali d’archivio di provenienza Sovietica, il documentario ricostruisce la storia della progressiva presa di coscienza da parte di un figlio della vicenda del padre. Un percorso che parte da una completa mancanza di comunicazione e giunge, dopo una lunga strada, ad un profondo “capirsi” che riesce a superare differenti idee e scelte di vita.

L’autore.

Luca Gasparini(Bergamo,1958) si è laureato in Storia e critica del Cinema all’Ateneo di Torino. Regista e montatore, ha curato l’edizione di alcuni tra gli ultimi film di Davide Ferrario, Guido Chiesa, Daniele Vicari e Daniele Gaglianone.

PELLICOLE MUSICALI
di Paolo Romanucci
Italia, 2002, Dvcam, 17’, col.
blackfoil@hotmail.com

Il film
Tre short movies a carattere ermetico-simbolista

PIOVONO MUCCHE
di Luca Vendruscolo
Italia, 2002, 35mm, 89’, col.
zinglos@tin.it

Il film.

Un criminale tetraplegico, una seduttrice in carrozzina, un camionista sclerotico, un giullare ipovedente e un folletto spastico. Più altri portatori di handicap e capi bizzosi e obiettori cinici e volontarie sexy. E’ la comunità “Ismaele”. Precettato dal Ministero ci finisce Matteo, che passerà suo malgrado un anno leggero e spericolato insieme agli ultimi della terra, reclusi dal mondo e dimenticati da Dio.

L’autore.

Luca Vendruscolo (Udine - 1966), dopo le prime esperienze in campo teatrale, si trasferisce a Roma per studiare cinema. Nel 1991 si diploma al Centro Sperimentale di Cinematografia. Collabora ad alcune sceneggiature di fictio e documentari per Cinema e televisione. Dal 1996, la sceneggiatura di “Piovono Mucche” ottiene il premio Solinas, il premio alla sceneggiatura del dipartimento dello spettacolo, la partecipazione al workshop internazionale “Equinoxe”.

PORTO MARGHERA: INGANNO LETALE
di Paolo Bonaldi
Italia-Spagna-Belgio, 2002, Betacam, 56’, col.
info@stefilm.it

Il film.

La lotta di un operaio contro l’industria chimica di Venezia. Per 40 anni l’indifferenza della classe dirigente del settore petrolchimico, ha causato la morte di centinaia di operai per esposizione prolungata a sostanze altamente tossiche. Durante tutti questi anni Gabriele Bortolozzi ha raccolto le prove che hanno portato ad uno dei più famosi casi giudiziari italiani degli ultimi tempi. Nonostante le gravi accuse di omicidio preterintenzionale e disastro ambientale i dirigenti del più grande stabilimento europeo sono stati recentemente assolti

L’autore.

Paolo Bonaldi (Venezia, 1948) laureato in filosofia, fra il 1967 e il 1978 lavora come attore teatrale per le compagnie attive nel territorio di Venezia e Mestre e gira alcuni cortometraggi sperimentali. Per i dipartimenti regionali della RAI realizza documentari, programmi radiofonici e televisivi. Fonda e dirige, fra il 1986 e il 1988 a Bolzano, la Scuola Internazionale di Cinema, Televisione e Computer grafica Zelig. Con “Porto Marghera-Venezia: un inganno letale” documenta una realtà conosciuta direttamente poiché ha abitato ed è cresciuto in uno dei quartieri a ridosso delle fabbriche e del petrolchimico. Il documentario ha recentemente partecipato alla "Mostra del Cinema di Venezia", nella sezione "Nuovi Territori", e al "Festival Cinema Ambiente" di Torino.

QUIERO IRME
di Espera Espera produzioni
Cuba, 2002, DV, 7’, col.

Il film.

Un ragazzo nudo in una stanza nuda riflette sul perché del non morire.

I QUADERNI DI LUISA
di Isabella Sandri
Italia, 2001, Betacam, 30’, col.
Sacher film.

Il film.

E’ un lavoro dedicato alle madri che non sono scappate da casa. A quelle che si sono sacrificate per i figli e hanno sopportato tutto (violenza, dolore, solitudine, depressione) pur di non abbandonare i figli a un “padre che padre non era”: un sacrificio inutile, che ha rovinato per 25 anni della vita di una donna e buona parte delle esistenze dei figli.
E’ un “ritratto in nero” sulla non-esistenza di Luisa come giovane donna e moglie di tanti anni, su un non-luogo (Luisa non ha più una casa né un letto suo; solo scatoloni sparsi in giro), sulla sua negazione come madre, non più riconosciuta né accettata dai figli.
In cerca di spiegazioni e di risposte, da tutto questo “nero”, ora esce il suo viso, come una parola luminosa.

L’autrice.

Isabella Sandri (Rovigo - 1957) è laureata al DAMS (arte) di Bologna e diplomata in regia cinematografica al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Dopo aver realizzato vari cortometraggi, nel 1994, ha diretto il suo primo lungometraggio “Il Mondo alla Rovescia”.
Ha firmato la regia di “Calcinacci”. Sempre con G. Gaudino ha poi firmato il soggetto, il montaggio e la produzione di “Joannis Amaelii, animala vagula e blandula”, backstage del film “Il Ladro di Bambini” di Gianni Amelio. Nel 1997 ha realizzato un documentario sui rifugiati Hutu del Ruanda, “Gli spiriti delle mille colline”. Nel 1999 firma - oltre al testo e alle riprese - la regia del film-documentario “La Casa dei Limoni”, sui bambini palestinesi dei campi di Sabra e Chatila in Libano. Dal 1996 al 2000 scrive e dirige il suo secondo film “Animali che attraversano la strada”.

RAVE AGAINST THE MACHINE di Richard Rudy e James Harvey
UK, 2002, colore, 24', DigiBeta - barefootfilms@yahoo.co.uk

Film

In una Sarajevo sconvolta, un gruppo di amici fa di tutto per non lasciarsi andare, suonando, organizzando feste, lavorando in radio.

Regia

Richard Rudy ha studiato disegno grafico al Wimbledon College ed ha intrapreso la carriera di designer professionista. James Harvey, dopo aver completato gli studi in Cinema e Televisione, ha lavorato come aiuto regista in lungometraggi e spot pubblicitari.

RESIDENCE ROMA. QUESTO ALBERGO NON E’ UNA CASA
di Fabio Caramaschi
Italia, 2001, Betacam, 45’, col.
karama2@tiscali.it

Il film.

Il documentario racconta la vita, la storia familiare e sociale di alcuni degli abitanti di un complesso di cinque palazzine alla periferia di Roma, denominato "Residence Roma", in cui il comune ospita un migliaio di famiglie senza reddito in assistenza alloggiativa.
La telecamera diventa nelle mani degli stessi protagonisti strumento di cosciente autorappresentazione, in una narrazione che cerca di essere sempre storia umana e mai retorica sociale, a dispetto delle condizioni di insormontabile ed ereditario disagio sociale cui gli intervistati-intervistatori sembrano condannati.
Impegnati da generazioni in una specie di guerra civile permanente con il corpo produttivo della società, gli abitanti del Residence sembrano, ad uno sguardo superficiale, porsi ben poche domande sulla natura e sul futuro della propria situazione.
Il documentario è stato anche un’occasione, specie per i più giovani, cui la prima parte è interamente dedicata, di porre a se stessi, ai loro genitori e agli altri adulti che li circondano domande cui non è facile per nessuno rispondere.

L’autore.

Reportage fotografici in Europa, Tailandia, Zaire, Medio Oriente, Cuba, Stati Uniti, Mali, Venezuela, Niger.
Accanto all’attività di fotografo e di insegnante, dal 1995 idea e realizza video documentari etnologici ed antropologici per diversi enti e fondazioni, tra cui il Museo nazionale arti e Tradizioni Popolari.
Per la televisione firma come regista numerosi servizi documentaristici e giornalistici, tra cui, per RAI 3 “Fermata d’autobus”, “Occupati” “I ragazzi del 99”, “L’elmo di scipio”, per RAISAT (magazine teatrale “Chi è di scena”), per LA7 “Altrastoria”ed altri programmi.

RICORDARE di Gabriella Romano
Italia, 2003, colore, 42', video

Film

Per la prima volta alcuni omosessuali italiani accettano di parlare alla telecamera dei loro ricordi del ventennio: paura, arresti continui, repressione, per molti il confino, ma anche intensa vita gay underground, aneddoti, storie personali. Anche a distanza di 60 anni, però, sono pochissimi quelli che hanno deciso di rompere il silenzio. Anche l’auto-censura è un segno evidente della sottile ed efficace repressione messa in atto dal fascismo nei confronti degli omosessuali

Regia

Gabriella Romano ha lavorato come giornalista per numerose riviste, quotidiani e per la radio. Nel ‘90, al termine di un Master in Regia del Documentario conseguito al Goldsmiths’ College di Londra, cura la regia del suo primo documentario, A Son of the Desert, per BBC2. Ha realizzato indipendentemente una serie di documentari, tra cui Pazza d’Azzurro, Lesbian Health Matters, L’Altro Ieri e Ricordare. Attualmente coordina la redazione di un progetto web TV su donne, tecnologia e lavoro, prodotto dall’Associazione Orlando e promosso dalla Commissione Europea per le Pari Opportunità insieme alla Regione Emilia Romagna.

ROM-ING. USI E DISUSI DELLA CITTA'
di Monia Cappuccini e Alessandra Russo
Italia, 2001, dv, 12', col.

Il film.

Interstizi, discariche in un acitta' qualunque: luoghi comuni destinati ai campi nomadi dove e' possibile osservare le spinte al cambiamento provocate dalla via della convivenza multietnica. Laddove il confronto tra identita' culturali diverse sembra sbandare sempre piu' verso la deriva dell'intolleranza, proposte autogestite d'incontro e d'integrazione giungono dalle periferie della metropoli. E' quello che sta succedendo, ad esempio, nel quartiere romano di Monte Mario, dove alcune donne rom svolgono regolarmente da qualche anno attivita' di riciclaggio, in preparazione del mercatino di roba usata che si tiene ogni domenica nel piazzale antistante il campo.

L’autrice.

Monia Cappuccini, antropologa, lavora nel campo dall'editoria e della ricerca scientifica, occupandosi di realta' urbane e conflitti sociali e culturali. Nell'inverno 2001 partecipa ad una ricerca sul campo in alcuni campi nomadi di Roma.

ROSSO FANGO di Paolo Ameli
Italia 2002, colore, 12', 35mm - info@mercurioproductions.com

Film

Marcoing vicino a Cambrai, in Francia, 28 settembre 1918. Un plotone d’assalto inglese attacca alcune posizioni tedesche. L’artiglieria colpisce tutto il campo di battaglia. Uno dei soldati, Henry Tandey, cerca riparo in un cratere. Un tedesco gli punta contro il fucile. Il soldato gli spara, ma l’arma fa cilecca. L’inglese sfodera il suo coltello e lo colpisce; per far cessare le sue urla, gli riempie la bocca di fango, ma assalito da un’improvvisa debolezza non riesce ad ucciderlo. Al contrario, lo medica. Prima di andare, dopo che il tedesco gli ha chiesto il suo nome, ricambia la domanda: “E il tuo nome, camerata? - Caporale Adolf Hitler”.

Regia

Paolo Ameli (Genova, 1970) ha studiato architettura, ha lavorato come fotografo free lance e come art director per diverse agenzie pubblicitarie. Nel 1997 si è trasferito a Milano dove ha iniziato a collaborare con la Mercurio Cinematografica. Ha realizzato cortometraggi, videoclip, spot e documentari industriali. Con il corto Contro (1996) ha partecipato al film collettivo Intolerance presentato alla Mostra del Cinema di Venezia.

SACRAMENTO AURICOLARE
di Alessandro Merluzzi
Italia, 2001, dv, 5'28'', col.

Il film.

Un sacerdote durante il Giubileo non riesce piu' a confessare i pellegrini.

L'autore.

Alessandro Merluzzi (Roma, 1969) ha appena finito di lavorare sul set dell'ultimo clip dei Delta V, "Numeri in mia vita", in prossima uscita. Ha seguito un corso di regia con Ron Richard e due sono i cortometraggi da lui diretti: "Sacramento auricolare" e "Poppalappio" in concorso a Trevignano e menzione speciale della giuria nello spazio concorso VideoRome, dedicato a filmaker romani nell'ultima edizione di Arcipelago.

SANPEET (VELENO)
di Giuseppe Petitto, Enrico Pitzianti, Gianluca Pulcini
Italia, 2001, Betacam, 27’, col.

Il film.

Sanpeet e' un ragazzino pugile di 7 anni che vive nel nord-est della Thailandia e combatte, per mantenere la famiglia, sui ring allestiti nelle foreste ai confini del Laos. E' pratica comune in quella zona, sfruttare i bambini obbligandoli a salire su ring improvvisati, attorniati dagli adulti che scommettono sugli incontri. Piu' giovani sono i pugili combattenti, piu' alte sono le probabilita' della vittoria.
"Nascosto dietro la passione sportiva, dietro la pretesa di insegnare regole di vita universali, c'e' l'antico e sempre deleterio egoismo dei genitori, la proiezione sulla propria prole di istanze e desideri repressi" (Giuseppe Petitto)

Gli autori.

Giuseppe Petitto (Catanzaro, 1969) si e' diplomato in regia nel 1994 alla Scuola Nazionale di Cinema a Roma. E' direttore della Karousel films di Roma con la quale ha prodotto numerosi documentari di vari autori.
Enrico Pitzianti (Cagliari, 1961) e' diplomato in regia alla New York Film Accademy. Oltre a quelle per i suoi lavori, ha scritto alcune sceneggiature per altri registi.
Gianluca Pulcini (Roma, 1971). Fotoreporter professionista ha documentato con i suoi scatti la tournee del Circo Mediano effettuata nel 1998/99 nei territori della ex Jugoslavia. Nel 2000 ha realizzato un reportage dai campi profughi della Birmania e nel 2002 della Cambogia.

SCARCERARCI FOOTBALL CLUB
della Mojito film
Italia, 2002, Betacam, 53’, col.
zinglos@tin.it

Il film.

Collegamento in mondovisione col “Mundialito”, il torneo calcistico più atteso dell’anno. Tensione alle stelle e pubblico delle grandi occasioni. A ben vedere però siamo nel campetto periferico di Cecina mare. La leggendaria formazione dello Scarcerarci F.C. è composta da detenuti e operatori sociali. Inizia la finalissima. I protagonisti via via intercalano il racconto delle proprie storie alle azioni più spettacolari, l’intreccio dei ritratti si inserisce nella telecronaca della gara. Il resoconto epico di una sgangherata partita estiva diventa viaggio nel buio del pianeta carcere.

Autori e autrici.

Mojito film è un gruppo di persone (Maurizio Ambrosini, Francesco Andreotti, Lorenzo Garzella, Giovanna Maina, Chiara Martina, Sara Petri) che si sono conosciute all’Università di Pisa, attorno alle discipline che si occupano di Cinema e videoarte.
Sono studiosi, studenti, attori, dottori, d.j., cameraman, ipercinetici, fanfaroni, organizzatori, esperti, ignoranti, registi, imprenditori, commessi, politici, arrabbiati, antagonisti, integrati, polemici, glunk, puntigliosi, dispersivi, ballerini, arroganti, disorganizzati, maniaci, documentaristi. E apparentemente sono solo in sei. Si incontrano quando possono.

SEI QUELLO CHE MANGI di Stefano Russo
Italia, 2003, colore, 13' 30'', DVC

Film

Per Renata è il primo giorno di lavoro in un fast food. Come tante ragazze della sua età, non sa ancora bene chi vuole diventare. Il corso della giornata, la rete relazionale-gerarchica, le prime “responsabilità”, la inducono inesorabilmente ad integrarsi. Ma non si tratta di una scelta, bensì di un trovarsi, un sentirsi parte di qualcosa. Come gli odori del cibo venduto nel fast food restano appiccicati addosso, così la routine, il bisogno di appartenere, rappresentano l’unica speranza, o forse l’ultimo atto, delle nostre patinate esistenze da Fast Food, delle nostre inconsistenti Fast Lives.

Regia

Stefano Russo nasce a Napoli nel 1970. Nel 1990 segue un corso di scrittura cinematografica tenuto da Maurizio Fiume. Nel 1993 partecipa ad un seminario di Storia del montaggio tenuto da Roberto Perpignani. Dal 1998 è sceneggiatore per la fiction televisiva (Un Posto al Sole, La Squadra, Vivere). Nel 2000 frequenta la Scuola Fiction di Mediatrade. Nel 2002 vince Pescara Corto Script, con la sceneggiatura Sei quello che mangi da poco diventata un cortometraggio.

SEM TERRA
di Pasquale Scimeca e Roberto Torelli
Italia, 2002, Beta, 25’, col.

Il film.

“Ero andato a Porto Alegre con un gruppo di altri cineasti per filmare il Secondo Forum mondiale contro la globalizzazione. Ero arrivato con qualche giorno di anticipo e giravo per la città filmando a casaccio, un po’ come fanno I turisti. L’anno prima Roberto Torelli era stato anche lui in Brasile e aveva filmato insieme a Paulo Cesar Saraceni il movimento Sem Terra. Così mettendo insieme i materiali girati, abbiamo deciso di fare questo film, che in realtà non è un film, ma una mistica, la mistica dei senza terra”.

Gli autori.

Roberto Torelli è nato a Roma nel 1958. Nel 2001 ha diretto “Bella Ciao” sulle giornate di Genova.
Pasquale Scimeca nasce il 1 febbraio 1956 ad Aliminusa, in provincia di Palermo.
Nel 1989 fonda la cooperativa di produzione indipendente Arbash film e realizza il suo primo lungometraggio in 16 mm dal titolo "La donzelletta".
Il secondo lavoro, sempre un lungometraggio in 16 mm, è "Un sogno perso", con il quale partecipa al Festival del cinema di Taormina.
Nel 1993 dirige il suo primo film in 35 mm "Il giorno di San Sebastiano" che vince un Globo d'oro e viene presentato alla Mostra del cinema di Venezia nella sezione "Vetrina del cinema italiano".
Negli anni successivi realizza una serie di documentari tra i quali "La tana del lupo" prodotto dalla Rai per il quale riceve una menzione speciale al Festival del cinema documentario di San Benedetto del Tronto.
Del 1996 è invece il suo secondo lungometraggio intitolato "Briganti di Zabut", con il quale ottiene una menzione speciale al Festival del cinema di Taormina e vince il premio della giuria al Grosseto Film Festival.
Nel 2000 dirige "Placido Rizzotto", partecipando alla Mostra del cinema di Venezia nella sezione "Cinema del presente".

SEM TERRA/ SENZA TERRA
di Elisabetta Pandimiglio e César Meneghetti
Italia-Brasile, 2001, DigitalBeta, 12’30'', col.

Il film.

L'esistenza di un uomo segnata da un evento straordinario: nascere in mezzo al mare. La storia di un anti-eroe dei due mondi, che per questo non ha mai avuto una vera patria, raccontata attraverso le voci delle donne che lo hanno amato ai due angoli del mondo. Sullo sfondo le lotte per il diritto al lavoro, alla cittadinanza ed alla terra del movimento dei Sem Terra del Brasile (nato per promuovere la costruzione di comunita' agricole autogestite, attraverso l'invasione sistematica di terre improduttive o semi abbandonate).

Gli autori.

Elisabetta Pandigliano, laureata in lettere, ha lavorato come ricercatrice per una serie di documentari prodotti dalla RAI ed e' tra le fondatrici di telefono rosa. Nel 1999 scrive e dirige, per la C.E.E. ed il Comune di Roma, "Se un giorno qualcuno", otto spot progresso per la prevenzione della violenza contro le donne anziane. Nel 2000 vince il premio speciale della giuria all'Alternative Film Festival di Pescara con il corto "Cercando Eva".
César Meneghetti, laureato in comunicazione visiva in Brasile, dove vive, ha studiato anche a Londra ed al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Ha lavorato come videoartista. Ha collaborato con importanti registi stranieri ed italiani come Jane Campion, Daniele Cipri' e Franco Maresco, Jason Brandemberg e Paolo Benvenuti.
Insieme hanno ricevuto una menzione speciale ai Nastri d'Argento con "Punti di vista" e hanno firmato il loro lungometraggio "Interferenze", selezionato per vari festival. Oltre a "Sem Terra" quest'anno hanno girato "A sud di sud".

SENORITA EXTRAVIADA
di Lourdes Portillo
Messico-USA, 2001, 35mm, 75', col.

Il film.

Il documentario indaga sul rapimento, lo stupro e l'uccisione di oltre 230 ragazze a Juarez, in Messico. Attraverso le testimonianze dei genitori delle vittime, vengono alla luce una serie di terribili violenze che hanno avuto inizio nel 1993 e che ancora continua. Benche' la polizia abbia arrestato numerosi sospetti, nessuno e' mai stato incriminato.

L'autrice.

Lourdes Portillo ha cominciato ad occuparsi di cinema a soli 21 anni e si e' laureata al San Francisco Art Institute. Il suo secondo documentario "Las madres de Plaza de Mayo" (1986) ha ottenuto una nomination all'Oscar ed ha vinto oltre 20 premi nel circuito dei Festival Internazionali. Il suo interesse principale e' l'indagine dell'indentita' Latino-Americana e dei suoi rapporti con la cultura statunitense.

SERVA E PADRONA di Tonino De Bernardi
Italia, 2003, colore, 85', Dv Cam/Beta - www.toninodebernardi.com

Film

Tre giovani donne in casa. E’ ormai notte e l'occhio della camera non le abbandona mai. Le tre sono la padrona e le due serve. Le serve giocano con varie sfumature ad essere solidali tra loro contro la padrona. Questa, a sua volta, gioca a fare una padrona che non dà esplicitamente ordini ma che comunque si fa ammirare. Ognuna recita la parte che le è congeniale. L'ispirazione viene da Les bonnes di Jean Genet.
“Volevo che fosse il numero tre a muovere tutto e che fossero donne. Volevo che tra le tre ci fosse odio e rivalità ma anche desiderio e amore, e che tutto si mescolasse e si capovolgesse”. (Tonino De Bernardi).

Regia

Tonino De Bernardi (Chivasso, 1937), ha fatto cinema underground dal 1967 ai primi anni ‘80, viaggiando molto per il cinema e per nomadismo.Ha esordito nel 1967 con Il mostro verde (co-regia con Paolo Menzio). Nel 1994 ha ottenuto una menzione speciale al Festival di Taormina con Piccoli orrori. Appassionate è passato in corcorso alla Mostra del Cinema di Venezia 1999. I film Rosatigre (2000), Farelavita (2001) e Lei (2002) sono stati selezionati ai festival di Venezia, Rotterdam e Sao Paulo. Ama, se richiesto, dirsi autore per natura ossesso e prolifico, per tendenza debordante.

SETTING: THE LINEAR VIDEO (TAKING THREE WOMEN ONLY) di Susanna Schoenberg
Italia, 2003, colore, 11’, Betacam

Film

Setting è una specie d’esperimento che vuole riportare il prodotto cinematografico alla sua dimensione performativa. Questa versione del video riassume quattro diverse situazioni messe in scena contemporaneamente: quattro donne per quattro diverse immagini di interni mentali.

Regia

Nata in Italia nel 1967, ha vissuto in sud tirolo, milano, berlino e dal 1999 a Cologne. Regista sperimentale, documentarista, camerawoman, montatrice digitale, artista multimediale, studia scienze sociali e tecniche cinematografiche. Ha parteciapato a numerosi festival, proiezioni e performance. Ha all'attivo sette lavori.

SIAMO TUTTI IN PERICOLO
di Maurizio Carrassi
Italia, 2003, miniDV, 13’13’’, col.

Il film.

Il corto "Siamo tutti in pericolo" ruota attorno all'ultima intervista rilasciata a Furio Colombo da Pierpaolo Pasolini lo stesso giorno della sua morte. Su questo testo, modificato in forma di monologo/testamento e "recitato" da Valerio Binasco, l’autore ha montato immagini girate interamente a Roma tra la Stazione Tiburtina e S.Lorenzo, dove lo scrittore si recò dopo l'intervista. Sono immagini dall'alba alla notte, immagini emergenziali, sporche e rubate rasenti mura e un' umanità senza luogo dove il senso esplicativo del film si svela solo sul nero delle didascalie finali.
Prodotto da Luna rossa cinematografica e Istituzione Biblioteche di Roma nasce all'interno di un progetto sul disagio sociale.

L’autore.

Maurizio Carrassi, regista, sceneggiatore e operatore culturale è tra i soci della Fondazione cinema nel presente.

SKIN DEEP
di Yousaf Ali Khan
UK, 2002, 35mm, 14’, col.
admin@aptfilms.com

Il film.

Quartiere malfamato e popolato da soli bianchi. Poiché il suo aspetto fisico non tradisce le sue origini non britanniche, Romo è accettato in un gruppo di amici skinhead. Nasce però in lui un problema di coscienza quando i suoi compagni razzisti prendono di mira un giovane asiatico.

L’autore.

Yousaf Ali Khan ha studiato cinema per due anni alla Bournemouth Film School e ha poi seguito dei corsi di ripresa con camera digitale. Ha iniziato a lavorare come documentarista collaborando e, talora, dirigendo diversi lavori tra cui “Angels of Mercy”, un film dedicato alla figura di Keith Mann, membro dell’Animal Liberation Front. Da qualche tempo ha deciso di occuparsi di fiction, realizzando “Skin Deep” e il cortometraggio per la tv “Dogtribe”.

SONG OF A NARROW PATH
di Akram Safadi
Italia-Belgio-Francia-Germania, 2001, Betacam, 52', col.

Il film.

La sofferenza, il dolore e la dignita' delle persone che a Gerusalemme vivono. Lo stato perenne di "citta' separata". Tre storie per scoprire le costrizioni e le difficolta' quotidiane durante trant'anni di controllo militare israeliano.
"Il ritratto della mia citta', attraverso le vite di persone che mi sono vicine" (Akram Safari)

L’autore.

Akram Safari (Gerusalemme, 1962) fotografo e regista, ha studiato cinema e tecnologie video in Italia e ha conseguito una laurea in Arte e Scienze Sociali presso l'Universita' di Bir Zeit in Palestina. E' membro della Palestinian Journalist League e della Palestinian Audio-Visual Association.

SONO STATI LORO. 48 ORE A NOVI LIGURE di Guido Chiesa
Italia, 2003, colore, 55', Betacam

Film

La vita di Novi Ligure, tranquilla cittadina della provincia piemontese, cambia tragicamente la sera del 21 febbraio 2001: in una villetta sono uccisi una mamma e un bambino e le prime indagini seguono la pista dei ladri, probabilmente albanesi o slavi. Per 48 ore non si parla d’altro.
"Questo non è un film di denuncia, non ci interessa giudicare piuttosto raccontare e possibilmente capire la paura che attraversa la coscienza collettiva. Non vogliamo trasformare in spettacolo un evento reale. È stato l’evento stesso a trasformarsi via via in spettacolo, facendo ricorso a tutti gli espedienti retorici possibili. Che risulterebbero tediosamente ridondanti se non fossero intimamente generati da un vero sentimento del dolore, da una febbre collettiva, da un comune spiazzamento." (Guido Chiesa).

Regia

Guido Chiesa (Torino, 1959) si trasferisce negli Stati Uniti nel 1983 dove lavora per Jim Jarmush, Amos Poe, Michael Cimino e Nicolas Roeg. Tornato in Europa, nel 1990 ha diretto il suo primo lungometraggio, Il caso Martello, premiato alla Mostra del Cinema di Venezia con la Grolla d’Oro per il miglior film d’esordio. Il suo secondo film, Babylon, ha vinto il premio Fipresci al Festival Internazionale Cinema Giovani di Torino. Ha realizzato alcuni tra i più importanti documentari storici italiani tra cui: Partigiani, sulla memoria e il significato della Resistenza in Italia; Nascita di una democrazia, sulla redazione della Costituzione italiana. Nel 2000 con Il partigiano Johnny partecipa alla Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia.

SORRISO AMARO (RISE GIRLS) di Matteo Bellizzi
Italia, 2003, colore, 54', Betacam

Film

Nel dopoguerra molte ragazze ogni anno erano assunte come lavoratrici nelle risaie del vercellese. Fu il film neorealista Riso Amaro a portare alla ribalta in tutto il mondo le loro storie, grazie al personaggio interpretato da Silvana Mangano. Cinquant'anni dopo un giovane filmmaker di Vercelli, Matteo Bellizzi, riporta le ragazze di allora nelle loro risaie. Un viaggio lungo i sentieri della memoria, il ritratto di un'epoca messa a confronto con le finzioni del cinema e con gli enormi cambiamenti che hanno interessato l'Italia moderna: un emozionante omaggio alle protagoniste di un mondo che non esiste più.

Regia

Matteo Bellizzi (Vercelli, 1976), allievo di Daniele Segre, è autore di diversi documentari e cortometraggi. Nel 1999 ha realizzato Milano 24 ore, minidoc sul volontariato prodotto da Mediaset. In quello stesso anno ha partecipato alla Biennale Giovani Artisti di Torino con Uomo, Terra: Mito, un'installazione sul lavoro dei contadini delle Langhe, ispirata agli scritti di Cesare Pavese. Nel 2000 il video Filari di vite ha ricevuto il secondo premio al Torino Film Festival. Sorriso Amaro è stato proposto nell'ambito della seconda Settimana Europea del Documentario (Bardonecchia, 2003) ed è stato presentato alla 60° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia nell'ambito della Sezione "Nuovi Territori".

SOTTO IL CIELO DI BAGHDAD
di Mario Balsamo e Stefano Scialotti
Italia, 2003, Betacam, 52’, col.

Il film.

Gli iracheni esistono? Siamo andati in Irak.con un gruppo di 20 musicisti italiani e tre piloti di paramotori. Loro per fare dei concerti contro la guerra e volare simbolicamente contro la no-fly zone. Noi per verificare se gli iracheni esistevano o erano un'invenzione dei media occidentali. Siamo tornati in Italia per testimoniare che esistono e hanno facce, occhi, sorrisi esattamente come noi. Il nostro film documenta questa sconcertante verità.

SOTTOSUOLO
di Claudio Noce
Italia, 2003, DV, 13’, col.
claudionoce@yahoo.it

Il film.

La città fatta di maree con i suoi suoni, i suoi colori. Il traffico, i passanti, la luce del sole che riscalda le menti. Confuso tra la gente, nascosto tra le macchine vaga un anima persa ed inquieta.Un Uomo solo. La casualità lo dirige verso uno strano quanto conveniente incontro con un giovane di 20 anni. L’incontro esploderà in un turbinio di equivoci per entrare poi in un vortice di eventi senza filtri e senza controllo

L’autore.

Claudio Noce(Roma, 1974) è diplomato alla scuola di Cinema LAB 87 di Roma.Ha partecipato a numerosi seminari di regia e sceneggiatura.Ha lavorato come aiuto regista in lungometraggi, videoclip e spot. Tra il 1998 e il 2003, ha realizzato varie regie di clip musicali, documentari e cortometraggi.

STORIA DI UN PAESE NORMALE
di Flui Video Crew
Italia, 1999, dvcam, 11', col.
fluidvideocrew@hotmail.com

Il film.

Anno 1999, Molisano, piccolo paese della provincia di Lecce. Una famiglia: padre, madre e sei bambini, costretti, dalle difficili condizioni economiche, a cucire tomaie di scarpe per tutto il giorno. Il guadagno quotidiano che l'intero nucleo familiare riesce a racimolare e' al di sotto delle ventimila lire. Il lavoro a cottimo, l'ombra delle grandi e medie industrie calzaturiere, lo sfruttamento minorile.
Una storia di ordinaria quotidianita', una storia di un paese normale.

L’autore.

Fluid Video Crew e' un collettivo nato a Roma nel 1995. Ha realizzato circa 50 lavori in video e in pellicola Super8, dalle news di controinformazione per il circuito dei centri sociali alle riprese dei concerti, dalle numerose videoinstallazioni ai documentari sul lavoro nero e minorile e sull'immigrazione, fino ai lavori sull'Albania, sulle bande giovanili e sugli spazi metropolitani.
Attualmente e' in sala il loro primo lavoro su pellicola "Italian Sud Est".

A SUD DEL SOLE
di Pasquale Marrazzo
Italia, 2001, 35mm, 90’, col.
zinglos@tin.it

Il film.

Girato in una Milano assolata, periferica e operaia, il film racconta la relazione di amicizia e di amore tra Gianni e Betty, due ventenni accomunati da difficili destini familiari. Spinti dal bisogno di sottrarsi al dolore delle rispettive solitudini, i due intrecciano le proprie delicate esistenze in cerca di risposte e di altri possibili orizzonti degli affetti e dei sentimenti.

L’autore.

Nato a S.Antimo in provincia di Napoli ha da sempre diviso la sua vita tra Napoli e Milano. Nel 1982 frequenta al Teatro Nuovo di Napoli la scuola di Teatro diretta da Gennaro Vitiello. Nel 1984, a Roma, frequenta la scuola di Teatro “La Scaletta”. Dal 1987 a Milano, inizia una collaborazione con il teatro Out Off. Con produzioni indipendenti realizza quattro cortometraggi ospitati da diversi festival. Nel 1997 produce e dirige da indipendente il suo primo lungometraggio “Malemare”. Attualmente è in fase di preparazione il suo ultimo lavoro “Le Anime Veloci”.

SUPER BARRIO
di Silvia Bonanni - immagini di Tommaso d'Elia e Gianni Proiettis
Messico, 2001, dv, 5', col.
festival@letecniche.it

Il film.

Breve intervista a Super Barrio in occasione della Conferenza delle popolazioni indigene del 1992. Super Barrio e' il super eroe degli inquilini sfrattati di Citta' del Messico da quando nel 1985 il terremoto ha ulteriormente aumentato la penuria di alloggi e la tendenza alla speculazione. Super eroe moderno che riassume splendidamente l'immaginazione messicana ma che agisce e incide realmente.

SUPERVIDEO>>>G8
di CandidaTV
Italia,2001,dv, 35’,col
candida@inventati.it

scarica il video

Il film.

La storia non puo' piu' essere scritta da una penna sola.
Supervideo, "eroe" mutante della comunicazione libera, cerca la verita' mettendo insime le voci. Colleziona informazioni, carpisce segnali, registra i cori. Voci irate e calme, impaurite e lucide, appassionate e deluse. E' la moltitudine che ha osservato e animato i giorni della protesta di Genova.
Luglio 2001...qualcosa (non) sta funzionando.

L’autrice.

Candida nasce dall'incontro di una decina tra giovani autric, registi, tecniche, appassionati e appassionate ricercatrici delle potenzialita' ancora inespresse del linguaggio televisivo. "Nel 1999 l'emittente romana Teleambiente mette a nostra disposizione uno spazio di un'ora a settimana che occupiamo con un programma contenitore spregiudicatamente generalista per nove settimane". Nel 2000 a Roma (quartieri di Torre Maura e Torre Spaccata) vede la luce un laboratorio di videomaking dedicato ai giovani del quartiere: nasce Torre Maura Tv, la prima di una lunga serie di televisioni di quartiere. Nel 2001, incollaborazione con Indymedia, produce il film "Rebel Colours - Praha 2000".

TABOO di Eszter Nordin
Ungheria, 2002, colore, 75', video

Film

Una docufiction sul diritto ad una sessualità "normale" di uomini e donne portatori di handicap.

Regia

Eszter Nordin è nata e cresciuta a Budapest. Dopo essersi dipomata, la sua famiglia è emigrata nel Regno Unito. Ha frequentato l' Università di Pitzer in California e si è laureata in Letteratura corso di Belle Arti. Ha cominciato la sua carriera professionale alla BBC, televisione di Londra, alla metà degli anni '70, prima come aiuto-regia, poi, come regista di film documentari dopo aver completato il corso di regia alla BBC. Ha supervisionato la regia del primo sceneggiato quotidiano della televisione ungherese intitolato Between Friends. <

TV-SLUM
di Angelo Loy
Italia,2003,Betacam,60’,col.
fandangodoc@tin.it

Il film.

Ndjoroge ha ventidue anni, dorme nella discarica e cerca faticosamente di mettere da parte pochi spiccioli per andare a trovare la madre. Kiki, un ex campione keniano di arti marziali, sogna di riabilitare un gruppo di ragazzi di strada attraverso la disciplina del Tae Kwon Do. Margareth non ha più la sua baracca, demolita dai bulldozer alla vigilia del matrimonio, e ora deve dormire all’aperto....
“TV SLUM, piccoli registi africani” è un film interamente girato da otto ragazzi di strada di Nairobi, il risultato di tre mesi di lavoro tra le baraccopoli della capitale del Kenya. Una moltitudine di volti si affaccia nelle loro inquadrature per raccontare epiche vicende di strada, denunciare ingiustizie e cantare l’allegria della propria esistenza. Nelle mani dei ragazzi la macchina da presa rappresenta non solo uno strumento di conoscenza e di denuncia, ma diventa un’occasione originale di riscatto.

L’autore.

Angelo Loy è nato a Roma nel 1966. Si è laureato in Zoologia e ha lavorato come ricercatore all’Università di Roma “Tor Vergata”.
Il suo interesse di fare documentari inizia dal 1996 quando co-produce il film “Una volta eravamo sconosciuti” il primo film diretto da Emanuele Crialese. Da allora lavora nella produzione, direzione e montaggio di documentari.

L’ULTIMO CINEMA DEL MONDO di Alejandro Agresti
Argentina, 1998, colore, 90', 35mm

Film

Una giovane tassista argentina, stanca della sua giornata nel traffico di Buenos Aires, decide di andarsene dalla città e comincia così a guidare senza meta. Si dirige a sud per ore, per giorni, finché crolla addormentata ed ha un incidente. Si risveglierà in Patagonia, in un paese anomalo e appassionato di cinema. Purtroppo è proprio l'unico cinema la causa di tanti problemi dei giovani locali.

Regia

Argentino trapiantato nei Paesi Bassi, Agresti da buon latino americano, conosce i ritmi, i motivi, i colori e le storie che tanto affascinano la vecchia cultura europea sopita e imborghesita. Nulla di strano in questo, Gabriel Garcia Marquez o Jorge Amado suonano violini dalle stesse corde. E incantano.

GLI ULTRACORPI DELLA PORTA ACCANTO di Fluid Video Crew
Italia, 2002, Betacam, 7’, col.
fluidvideocrew@hotmail.com

Il film.

31 Gennaio. Porto di Gallipoli, molo di tramontana. Mentre un anziano pescatore, come ogni giorno, prende il largo con la sua piccola barca, una grande e sconosciuta nave solca le acque a poche miglia da Gallipoli. Intorno al porto cresce l’attesa.

Gli autori.

Fluid Video Crew e' un collettivo nato a Roma nel 1995. Ha realizzato circa 50 lavori in video e in pellicola Super8, dalle news di controinformazione per il circuito dei centri sociali alle riprese dei concerti, dalle numerose videoinstallazioni ai documentari sul lavoro nero e minorile e sull'immigrazione, fino ai lavori sull'Albania, sulle bande giovanili e sugli spazi metropolitani.
Attualmente e' in sala il loro primo lavoro su pellicola "Italian Sud Est".

VALISYSTEM
di Paolo Romanucci e Claudio Fortini
Italia, 2000, Betacam Sp, 30’, col.

Il film.
Valisystem è un film a episodi (3) dove il protagonista sperimenta la completa intersezione tra realtà e sogno. Personaggi e situazioni sono dotati di una forte carica simbolica capace di attivare desideri e ricordi.

VETA
di Tona Sugar Mitewska
Macedonia-USA, 2000, 35mm, 14', col.

Il film.

Una strada di campagna nei Balcani. Un autobus con sette persone a bordo diretto verso il confine. Uno dei passeggeri e' Alek, un ragazzo appena uscito da un campo di prigionia. Elena, l'autista, lo ha raccolto per strada. Alek vorrebbe usare il bagno ma e' occupato. Aspetta un po', ma la toilette mon si libera. Il giovane comincia ad essere nervoso e trasmette la sua inquietudine agli altri passeggeri.
"Durante i bombardamenti NATO del 1999, nacque il mito di un bus che ogni giorno andava da Skopje a Belgrado, in VETA c'e' un autobus simile, ma non si fa riferimento a quella storia. Si tratta solo della mia risposta agli orrori che si sono visti nei Balcani negli ultimi 10 anni". (Tona Sugar Mitewska)

L’autrice.

Tona Sugar Mitewska e' nata a Skopje nel 1973. Ha studiato all'Istituto d'Arte di Philadelphia ed ha iniziato a lavorare come grafica pubblicitaria, vincendo anche un premio all'Advertising Festival di Cannes. Nel 1998 si e' iscritta ai corsi di cinema dell'Universita' di New York ed ha diretto i suoi primi lungometraggi. Oggi sta lavorando al progetto "The father of the modern Terrorism".

VISIONI DI CASE CHE CROLLANO di Gianni Celati
Italia, 2002, colore, 66', Betacam

Film

La campagna attorno al delta del Po è costellata di casolari abbandonati. Il paesaggio appare quasi del tutto privo di presenze umane. In un’epoca in cui si tende a restaurare tutto, le case che crollano s'impongono agli occhi del viaggiatore come sorprendenti elementi di modernità.
“Il rapporto conflittuale con il passato, peraltro molto più visibile in Italia, riguarda tutto l’occidente, che pare odiare tutto ciò che non è nuovo. La tendenza è sì recuperare gli edifici storici malandati, ma per farne dei musei”. (Gianni Celati)

Regia

Gianni Celati è nato a Sondrio nel 1937. Docente di letteratura angloamericana all’Università di Bologna, è autore di traduzioni di Celine, Melville, Stendhal, Swift, Twain, London, Barthes, Holderlin e altri. Ha esordito come narratore con Comiche nel 1970, presentato da Italo Calvino. Con Narratori delle pianure ha vinto nel 1985 il Premio Cinque Scole e il Premio Grinzane Cavour. Con Avventure in Africa nel 1988 ha ottenuto il Premio Comisso. Nel 1999 alla New York University gli è stato assegnato lo Zerilli-Marimò Prize for Italian Fiction. Nel 2000 la Toronto University Press ha pubblicato un libro di Rebecca West sul suo lavoro trentennale di narratore, traduttore e saggista.

LA VISITA
di Andrea De Rosa
Italia, 2002, 35mm, 18’, col.
angelocurti@libero.it

Il film.

Durante una visita al sottosuolo di Napoli, una turista francese resta isolata dal gruppo e non riesce più a trovare la via d’uscita.
“Ahi disse il topo”, il mondo diventa ogni giorno più stretto. Prima era cosi largo che mi faceva paura, correvo ed ero finalmente felice di vedere muri a destra e a sinistra in lontananza, ma questi lunghi muri si avvicinavano tra loro cosi in fretta che sono gia nell’ultima stanza e li nell’angolo c’è la trappola nella quale cadrò, “Non hai che da correre in altra direzione” disse il gatto, e lo mangiò (Kafka, favoletta).

L’autore.

Andrea De Rosa (Napoli, 1967) si è laureato in filosofia nel 1994. Lavora come aiuto regista di Mario Martone, sia in teatro che al cinema. Ha inoltre collaborato con Nina di Majo, Josee Datane, Jean-Francois Delassus, Gianfranco Albano e Pappi Corsicato.
Ha realizzato numerosi video e dal 1996 è regista di spettacoli teatrali propri.

VITE FLESSIBILI di Rossella Lamina e Nicola Di Lecce
Italia, 2003, b/n-colore, 56', Betacam

Film

Il film è un'indagine audiovisiva sulle condizioni dei lavoratori precari che vivono a Roma, un tentativo di mettere in rilievo l'emblematicità della condizione atipica in una fase storica in cui tutto il mondo del lavoro sembrerebbe avviato verso un irreversibile processo di precarizzazione: come dimostrano le nuove norme della legge Biagi, approvate dopo la realizzazione di questo film. Prodotto dall’Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico e dall’Associazione Mondi Visuali, contiene una serie di ritratti di lavoratori nella loro interezza e nella loro complessità, non solo quindi nei momenti del lavoro precario, ma anche nel contesto della loro vita quotidiana.

Regia

Nicola di Lecce è nato nel 1971 a Roma, dove vive e lavora. Come montatore ha firmato numerose produzioni televisive (per Rai, Rai Educational e Rai International). Ha diretto cortometraggi di fiction, documentari didattici, e Contatto un docu-clip su una band romana.. Nel ’96 ha fondato l’associazione culturale Mondi Visuali, per la quale si occupa soprattutto di didattica del cinema. Rossella Lamina, romana, 1963, una vita flessibile: giornalista pubblicista (Il Manifesto, Cinema Nuovo, Movie...) sceneggiatrice, curatrice di rassegne cinematografiche, nonché libraia. Per l’associazione Mondi Visuali si occupa di didattica del cinema e dell’organizzazione di attività culturali.

VIVE LES GITANES
di Marco Pasquini
Italia-Francia, 2001, dv, 10’48'', col.

Il film.

Ogni anno alla fine di maggio, in Camargue, nel sud della Francia, arrivano da molte parti d'Europa carovane di zingari che qui si riuniscono. Cosi' per dieci giorni questo paese, Les Saintes Marie de la Mer, diventa un territorio felicemente occupato da Rom, Sinti, Manouche e Gitani cristiani cattolici che vengono per festeggiare la loro santa patrona: Santa Sara, Sara la Nera o in romané Sara Kali.
"Non e' un vero documentario, sono appunti: appunti di viaggio dal sapore di altri tempi, suggestioni di cultura e tradizioni diverse, volti e mani che mi hanno impressionato".

L’autore.

Nato a Roma il 1° agosto 1975 ed ivi residente, nel 1994 Marco Pasquini consegue la qualifica di operatore e maturita' presso l'Istituto di Stato per la cinematografia e la televisione. Dal 1996 esercita la professione di assistente operatore e operatore di ripresa per numerosi documentari (dei quali la maggior parte realizzati con G. Pancaldi per la trasmissione televisiva Geo&Geo di Rai3) e lungometraggi cinematografici (tra cui film di Planta, Benvenuti, Cipri e Maresco, Owens). Nel 2001 produce e realizza il documentario "Rom citta' chiusa".

THE WEATHER UNDERGROUND di Sam Green e Bill Siegel
USA, 2003, colore, 93', DigitalBeta

Film

Nell'ottobre del 1969 centinaia di giovani, armati di caschi da football e di spranghe marciavano verso il quartiere commerciale della Chicago bene, sfondando le macchine parcheggiate e distruggendo le vetrine lungo il loro cammino. Questa è stata la prima manifestazione dei "Giorni della Rivolta" dei Weather Underground. Disgustata dalla Guerra in Vietman e dal razzismo in America, l'organizzazione intraprende una guerra a bassa intensità contro il governo degli Stati Uniti per quasi tutti gli anni '70, mettendo bombe al Campidoglio, facendo evadere Timothy Leary di prigione, e sfuggendo ad uno dei più grandi rastrellamenti del FBI. Weather Underground è un documentario che esplora la parabola di questo movimento radicale: uno dei primi membri parla candidamente della sua passione idealistica che li ha condotti a portare "la guerra in casa" e del percorso che li ha inseriti nella lista dei più ricercati dal FBI.
«Bill e io siamo stati spinti a fare il film perché tanta gente giovane (sotto i 40 anni) non aveva mai sentito parlare dei Weather Underground. Abbiamo sentito veramente che questa era una storia importante che sollevava questioni complesse sulla giustizia, la violenza, il cambiamento sociale» (Sam Green)

Regia

Sam Green ha conseguito un Master in Giornalismo all'Univerità Californiana di Berkeley, dove ha studiato documentari con Marlon Riggs. Il suo ultimo film Weather Underground è stato premiato al Sundance Festival 2003 e verrà trasmesso dalla PBS nella primavera del 2004. Il suo precedente documetario The Rainbow Man/John 3:16 è stato premiato al Sundance Festival nel 1997 ed è stato proiettato in festival in tutto il mondo e premiato in diversi festival negli Stati Uniti. Vive a San Francisco dove insegna all'Università. Bill Siegel è insegnante con base a Chicago, filmaker e cofondatore del “Progetto Storia Libera”. Ha lavorato a numerosi documentari: Muhammed Ali: The Whole Story, Hoop Dreams e One Love, un documentario con la regia di Leon Gast (Quando eravamo re) sulla storia e la cultura del basket. Bill è cresciuto a Minneapolis, laureato in storia all'Università del Wisconsin-Madison, un master in Giornalismo alla Columbia University di New York. E' attualmente il direttore di un programma scolastico per la Great Books Foundation, un'associazione no-profit dedicata alla letteratura e alla formazione.

WHITE NOISE (DER WEISSE RAUSCH) di Arnold Fanck
Sud Tirolo, 1931, b/n, 25'

Film e Regia

Nel 2003 il film viene restaurato da Wolfgang Scheppe e Florian Bohn per la Cine Tirol e musicato in maniera esemplare da Hans Platzgumer. Una curiosa e divertente caccia alla volpe sulle nevi tirolesi girata in uno splendido bianco e nero. Presentato in anteprima alla rassegna Montagne in Città, impressionano del film la qualità delle riprese e, soprattutto, l'abilità degli sciatori, con i loro attrezzi d'epoca. Peccato che la volpe sia…

 

YES MEN
Intervista a cura di Costanza della Cananea e Mirko Minutillo (Sub MR_SL)
Francia, 2002, DV, 10’, col.
coast@minmega.tv

Gli autori.

SUb Multimedia Re_Search Lab e’ un collettivo di artisti multimediali e ricercatori che si occupano di sperimentazione audiovisuale, produzione e networking. Ognuno collabora liberamente per scambiare esperienze ed esplorare nuove forme di comunicazione. Pensiamo alla comunicazione come l’opportunità di evolvere attraverso la libertà di informazione e la possibilità di catturare l’essenza vitale dei momenti creativi di ognuno, per ricombinarli, trasformarli e dargli la forma di una nuova visione.
Installazioni, sistemi narrativi non-lineari, media interattivi, videoclip sono i mezzi di diffusione delle nostre visioni.

The Yes Men
Gli Yes Men sono un gruppo di sedicenti impostori alla ricerca di occasioni per infiltrarsi nel mondo del capitalismo planetario.
"Nonostante la parola "Men"(=uomini), il loro nome non descrive chi sono ne' quello che fanno: cioé usare ogni mezzo che si riveli necessario per favorire il loro ingresso nei bastioni fortificati del mondo del commercio, porre delle domande e poi far uscire di contrabbando i racconti delle loro imprese in incognito in modo da mettere sotto gli occhi del pubblico quel che succede dietro le scene del mondo degli affari".(da http://theyesmen.org).

ZAPPATERRA
di C. Meneghetti e E. Pandimiglio
Italia, 2002, Betacam, 28’, col.
Sacher film

Il film.

A 80 anni Margherita Iannelli, contadina semianalfabeta di Marzabotto, torna a scuola per imparare a scrivere. Con le sue memorie testimonia una dolorosa pagina della storia italiana: le stragi nazifasciste dell’Appennino bolognese nell’autunno del 1944.

L’Autore/l’Autrice.

Cesar Meneghetti vive in Italia dal 1991, laureato in Comunicazione visiva presso l’università di Sao Paulo, in Mixed Medias alla city of London Polythecnic, diplomato nel 1992 al CSC di Roma. Pittore, videoartista, lavora come autore, montatore, regista per cinema, pubblicità, televisione.

Elisabetta Pandimiglio (Roma,1959) è scrittrice e sceneggiatrice per la televisione e per il cinema. Autrice di testi teatrali e regista, ha scritto e diretto per conto dell’Unione Europea, Comune di Roma e telefono Rosa una serie di video sulla condizione femminile e il disagio sociale. Dal 1993 i due autori hanno realizzato insieme una serie di progetti in campo artistico e cinematografico: mostre, documentari, cortometraggi, spot, video sperimentali e un lungometraggio.